Immerso nel cuore della Tuscia viterbese, su una collina tufacea che domina la riva settentrionale del Lago di Bolsena, sorge Gradoli: un borgo che sa offrire ai suoi visitatori storia, natura generosa e sapori autentici.
Le origini
Le prime notizie documentate di Gradoli risalgono al 1113, quando il borgo – chiamato Castrum Gradolorum – era citato come feudo donato da Matilde di Canossa al Papato. Costruito su un’altura circondata da profondi fossati naturali, il borgo prende probabilmente nome da “gradus”, la scala che un tempo conduceva alla sua rocca fortificata. Molte tracce del castello medievale originale sono andate perdute, ma restano visibili parti delle mura, l’arco d’ingresso e una torre rotonda inglobata oggi in una casa privata. Negli anni successivi Gradoli fu conteso e influenzato da potenti famiglie e istituzioni feudali, fino a diventare un centro agricolo e commerciale consolidato, affacciato sulle rotte che collegavano la Tuscia alle terre umbre, toscane e laziali. La vicinanza a grandi vie storiche favorì i commerci, ma anche lo sviluppo di una cultura locale fortemente legata alla terra e al lavoro contadino.
Gradoli è un borgo medievale su una collina tufacea affacciata sul Lago di Bolsena
noto per il Palazzo Farnese e per la produzione dell’Aleatico DOc e i Fagioli del Purgatorio

Cosa vedere
Il simbolo indiscusso di Gradoli è il Palazzo (Rocca) Farnese, imponente costruzione rinascimentale progettata nel 1517 dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane per il cardinale Alessandro Farnese, il futuro Papa Paolo III. Costruito sulle rovine di una rocca medievale, il palazzo fu residenza estiva della famiglia Farnese e oggi domina il borgo con la sua mole severa e affascinante. All’interno si trova il Museo del Costume Farnesiano, dove sono esposte ricostruzioni di abiti nobiliari, civili e militari del Rinascimento, di grande impatto visivo e storico. La visita permette di comprendere non solo la vita di corte, ma anche il ruolo che Gradoli ebbe all’epoca nella cultura e nella politica della regione. La principale chiesa del borgo, la Collegiata di Santa Maria Maddalena, vienecitata già nel XII secolo, fu ampliata nel Quattrocento e ricostruita in stile barocco dopo un incendio nel Seicento. All’interno si possono ancora ammirare affreschi e opere d’arte che raccontano la devozione e le tradizioni artistiche di Gradoli. Nel territorio si trovano anche la Chiesa di San Pietro in Vinculis e la Chiesa di San Magno, quest’ultima situata sulle rive del lago e collegata all’antico Ordine dei Cavalieri di Malta. La città conserva anche resti di strutture romane e aree che testimoniano la lunga frequentazione umana di questa parte della Tuscia.

I prodotti tipici
La gastronomia di Gradoli riflette le caratteristiche del suo territorio: colline dolci, terreni vulcanici e un microclima che favorisce la coltivazione di vitigni e legumi. Tra i prodotti più noti c’è sicuramente il vino Aleatico di Gradoli DOC – un vino dolce aromatico di grande carattere, prodotto da un vitigno autoctono che si è affermato come simbolo enologico locale. Ma anche versioni più complesse e strutturate dello stesso, come l’Aleatico liquoroso e Riserva, spesso protagoniste di degustazioni e manifestazioni dedicate al vino. Famosissimi anche i fagioli del Purgatorio, legumi bianchi dal sapore delicato e dalla buccia molto sottile, coltivati nei terreni vulcanici circostanti e legati a tradizioni gastronomiche e rituali locali. A completare il quadro delle eccellenze del territorio anche l’olio extravergine d’oliva e i vini bianchi come il Grechetto.

Cosa mangiare
La cucina di Gradoli è profondamente legata ai prodotti del territorio e alle stagioni e passeggiando tra i ristoranti e le osterie del borgo si può assaporare l’autenticità della tradizione. Non mancano piatti di pasta fatta in casa, con sughi di carne o di verdure fresche, spesso accompagnati da un buon bicchiere di Aleatico, il vino dolce e aromatico simbolo del borgo. Le zuppe di legumi, in particolare quelle preparate con i celebri Fagioli del Purgatorio, risultano morbide, saporite e capaci di raccontare con ogni cucchiaiata la storia agricola della zona. Anche il vicino Lago di Bolsena offre i suoi frutti: tinca, luccio e altri pesci vengono cucinati in umido o al forno, portando in tavola i sapori autentici del lago. Le carni locali, grigliate o stufate secondo la tradizione contadina, completano l’esperienza gastronomica. Dolci artigianali e vini, come l’Aleatico passito, chiudono il pasto con un tocco di dolcezza, regalando ai visitatori un’esperienza culinaria completa e memorabile.

Da non perdere
Tra le tradizioni più suggestive spicca il Pranzo del Purgatorio, che si celebra ogni anno il Mercoledì delle Ceneri. Questo rito comunitario, con oltre quattro secoli di storia, vede i membri della Confraternita del Purgatorio raccogliere prodotti agricoli per preparare un pranzo a base di legumi e pesce di lago, servito a centinaia e centinaia di persone. L’iniziativa nasce dal desiderio di ricordare i defunti e di vivere la penitenza quaresimale, unendo devozione, condivisione e gusto in un’unica esperienza. Nei primi giorni di gennaio, invece, il borgo si anima con le Tentavecchie, una tradizione curiosa e allegra in cui ragazzi e adulti sfilano per le strade facendo rumore con pentole, coperchi e campanacci, per scacciare gli spiriti maligni e richiamare la Befana a portare doni ai bambini. Durante l’estate, Gradoli si trasforma nuovamente con le feste e sagre dedicateall’Aleatico, tra degustazioni, musica e mercati artigianali, che mettono in primo piano il vino locale e gli altri prodotti tipici, offrendo un’occasione unica per immergersi nei sapori e nei colori della Tuscia.

Conclusione
Gradoli è un borgo che sa sorprendere: non è solo un punto panoramico sul Lago di Bolsena, ma un luogo dove storiae leggende popolari si intrecciano con una cucina che parla di terra e cultura agricola. Chi ama i borghi veri, quelli dove si cammina tra vicoli antichi e si mangia con gusto, troverà in Gradoli un’esperienza completa e memorabile.
Le foto di questo articolo sono di Maurizio Di Giovancarlo, Tuscia Fotografia
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