I campioni dell’idratazione: cocomero, cetrioli e altri protagonisti dell’estate
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In estate ci viene naturale cercare ciò che ci fa stare meglio: un bicchiere d’acqua fresca, un’insalata appena condita, una fetta di cocomero mangiata all’ombra. Non è solo una questione di gusto: il nostro organismo, quando le temperature aumentano, modifica le proprie esigenze e ci spinge istintivamente verso alimenti più ricchi di acqua, leggeri e facili da digerire. È uno di quei casi in cui la stagionalità sembra lavorare a nostro favore. Proprio nei mesi più caldi maturano infatti frutti e ortaggi che, oltre ad avere un sapore pieno e intenso, aiutano il corpo a reintegrare parte dei liquidi persi con la sudorazione. Naturalmente questo non significa che possano sostituire l’acqua, che resta fondamentale per mantenere una corretta idratazione, ma rappresentano un prezioso complemento alla dieta quotidiana.
Carne maremmana a km 0: a Tarquinia parte il progetto della filiera corta con i pacchi famiglia
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A Tarquinia prende il via un’iniziativa che punta su qualità, territorio e trasparenza: da giovedì 23 aprile 2026 sarà possibile acquistare la carne maremmana dei vitelli dell’Università Agraria presso il punto vendita Zootecnica Viterbese. L’operazione rientra nel progetto di filiera corta alimentare, con la disponibilità di pratici “pacchi famiglia”.
Le prime erbe spontanee
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C’è un momento dell’anno in cui i campi cominciano a cambiare colore, e anche se non è ancora la primavera piena tra l’erba bassa compaiono foglie nuove, piccoli germogli, piante che sembrano invisibili finché qualcuno non si china a raccoglierle. È il periodo delle prime erbe spontanee, un patrimonio naturale che per secoli ha fatto parte della cucina quotidiana, molto prima che si parlasse di “foraging” come tendenza attuale. Oggi questa pratica sta tornando di moda ma in realtà non è una novità: raccogliere erbe selvatiche è una tradizione antichissima, nata quando l’uomo cercava cibo direttamente nella natura.
I grani antichi: semi di storia, sapore e futuro
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Negli ultimi anni i grani antichi stanno tornando sotto i riflettori in cucina, nei mulini e sulle nostre tavole quotidiane. Per molti consumatori il termine evoca qualcosa di più genuino, naturale o sano. Dal punto di vista agricolo e botanico per grani antichi si intendono varietà di frumento che sono state coltivate prima dell’avvento delle moderne selezioni varietali e dell’agricoltura intensiva del ‘900. Questi grani sono rimasti simili per secoli riproducendosi “alla vecchia maniera”, senza ibridazioni create dall’uomo per aumentare la produttività o adattarsi ai processi industriali. Tra i più conosciuti ci sono il Senatore Cappelli, il Gentil Rosso, il Monococco, il Timilia e il Maiorca, ciascuno con una storia particolare, caratteristiche agronomiche e profili nutrizionali distinti. A differenza dei grani moderni — sviluppati per resa, resistenza alle macchine e alto contenuto di glutine — quelli antichi sono spesso più adatti a coltivazioni biodinamiche o a basso impatto ambientale.
Il 6 marzo si celebra la Giornata Internazionale dell’Amatriciana: storia, tradizione e sapori di uno dei piatti simbolo d’Italia
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Il 6 marzo è una data speciale per gli amanti della cucina italiana: si celebra infatti la Giornata Internazionale dell’Amatriciana, un omaggio a uno dei piatti più iconici della tradizione gastronomica italiana. L’amatriciana non è soltanto una ricetta, ma un simbolo culturale che racconta la storia, il territorio e la passione per la cucina semplice ma ricca di sapore.
Prodotto di qualità: cosa significa davvero?
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Quando entriamo in un supermercato, scegliamo cosa acquistare al mercato o guardiamo semplicemente la televisione, sentiamo spesso parlare di “prodotto di qualità”. È un’espressione che suona bene e che, a prima vista, dovrebbe rassicurarci sul valore di ciò che stiamo comprando. Ma cosa significa veramente questo concetto? Spesso finiamo per usarlo come termine vago, legato alla percezione personale o al marketing, dimenticando che dietro la “qualità” di un alimento ci sono elementi concreti, misurabili e molto pratici che incidono davvero sulla quotidianità di ciò che mettiamo in tavola.
Pane, vino e olio. I tre pilastri della dieta mediterranea
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Se c’è un simbolo che racchiude l’essenza del Mediterraneo, è la triade composta da pane, vino e olio. Non si tratta solo di tre alimenti, ma della chiave di lettura per comprendere una cultura, uno stile di vita e un patrimonio alimentare che si è sviluppato nel corso di millenni lungo le sponde del Mare Nostrum. In Italia questa triade rappresenta tradizione culinaria, identità, convivialità e legame profondo con il territorio.
Il brodo, simbolo dell’inverno. Storia e rinascita di un piatto umilissimo
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Quando fuori fa freddo e le giornate si accorciano c’è un suono che sa di casa: il leggero bollore del brodo sul fuoco. Umile, caldo, semplice, è uno dei simboli culinari dell’inverno, presente nelle cucine di tutto il mondo, dalla tradizione contadina italiana alle grandi gastronomie internazionali.
Benvenuto Inverno: la stagione che invita a riscoprire i sapori autentici della Tuscia Viterbese
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L’inverno arriva sempre in punta di piedi. Porta con sé un silenzio speciale, una luce diversa, un’aria che sembra più pulita e un cielo che si allarga cristallino sopra le campagne. È la stagione che invita a rallentare, a vivere con più consapevolezza i piccoli gesti quotidiani e a tornare a gustare cibi capaci di scaldare il cuore oltre che il corpo.
Nelle campagne della Tuscia Viterbese questo periodo dell’anno rappresenta un momento prezioso: l’orto invernale offre i suoi frutti più resistenti, mentre allevamenti e aziende agricole continuano a garantire carni e formaggi di qualità, frutto di un lavoro appassionato e radicato nel territorio.
Regali natalizi gastronomici fai-da-te
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Ci sono regali che fanno sorridere solo a guardarli e altri che conquistano quando li assaggi. Quelli gastronomici fatti in casa riescono a fare entrambe le cose. Sono personali, creativi, spesso sorprendenti e – dettaglio importante – hanno un fascino che nessun prodotto confezionato può replicare. Non servono tecniche particolari: bastano qualche buona idea, ingredienti semplici e la voglia di mettere le mani in cucina.
