Adagiato sulle pendici dei Monti Volsini, a pochi chilometri dal Lago di Bolsena e al confine tra Lazio e Toscana, Onano è uno di quei piccoli borghi che custodiscono l’anima più autentica dell’Alta Tuscia. Circondato da boschi, pascoli e campi coltivati, questo paese di pochi abitanti è conosciuto soprattutto per la sua celebre Lenticchia di Onano IGP, un prodotto che da secoli rappresenta il simbolo dell’identità locale. Ma ridurre Onano alla sua lenticchia sarebbe un errore. Il borgo racchiude un patrimonio storico, artistico e gastronomico che merita di essere scoperto con calma, passeggiando tra le sue vie in pietra e lasciandosi guidare dai racconti di un territorio che ha saputo conservare il proprio carattere.


Nel cuore della Tuscia c’è un luogo dove ogni raccolto racconta una tradizione secolare. Benvenuti a Onano, il borgo delle lenticchie, dove natura, storia e gusto si incontrano.
Le origini
Le sue origini sono molto antiche, in quanto il territorio era già frequentato in epoca protostorica e successivamente fu abitato da Etruschi e Romani, grazie alla posizione favorevole tra l’antica Vulci e il Lago di Bolsena. Tuttavia, il borgo iniziò ad assumere l’aspetto che conosciamo oggi nel Medioevo. Fino al XII secolo d.C. fu parte della Toscana Longobarda, diventando poi feudo della Contessa Matilde di Canossa. Nel 1077, il territorio fu ceduto alla Chiesa Romana. Nel corso dei secoli, Onano fu teatro di scontri tra Guelfi e Ghibellini e fu conteso tra la città di Orvieto e il papato, a causa della sua posizione strategica tra Lazio e Toscana. Grandi famiglie nobiliari, come i Monaldeschi e gli Sforza, dominarono il borgo, che nel Seicento tornò sotto il controllo della Chiesa, rimanendovi fino all’annessione al Regno d’Italia nel 1871.

Cosa vedere
Il cuore di Onano è senza dubbio il PalazzoMonaldeschi, edificio imponente che oggi ospita il municipio. La sua architettura racconta secoli di storia e testimonia il prestigio raggiunto dal borgo durante il dominio della famiglia Monaldeschi. Da qui si sviluppano le vie del centro storico, raccolto e piacevole da esplorare a piedi, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Uno tra gli esempi più interessanti d’arte rinascimentale è la piccola Chiesina della Madonna del Piano. Edificata nel quindicesimo secolo, la struttura è stata parzialmente distrutta per colpa di un intenso colpo di cannone nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Per fortuna alcuni affreschi hanno mantenuto comunque, pur non essendo rimasti intatti, la loro bellezza originale, come si può notare ammirando la pregiata Vergine con Bambino, opera accreditata al pittore Antonio del Massaro, allievo del Perugino. Anche la Chiesa di Santa Maria della Concezione, di edificazione più moderna, è un punto di riferimento per la vita religiosa del piccolo paese, in quanto custodisce le urne di entrambi i patroni di Onano, ovvero San Trifone e Santa Colomba. Chi ama la natura può approfittare della posizione privilegiata di Onano per percorrere sentieri tra boschi e prati che si estendono verso i Monti Volsini e il vicino Lago di Bolsena. La Riserva Naturale del Monte Rufeno è un altro gioiello naturale nelle vicinanze, ideale per escursioni e passeggiate nella natura.

Una curiosità che pochi conoscono riguarda Lina Cavalieri, che veniva considerata all’inizio del Novecento “la donna più bella del mondo”. Le sue radici familiari affondavano proprio a Onano, e il suo nome è ancora oggi motivo di orgoglio per la comunità locale.
I prodotti tipici
Parlare di Onano significa inevitabilmente parlare della sua Lenticchia IGP, uno dei prodotti agroalimentari più rappresentativi dell’intera Tuscia. Coltivata da oltre quattro secoli sui terreni vulcanici dell’Alta Tuscia, questa varietà è conosciuta per la buccia sottilissima, la consistenza cremosa e il sapore delicato, caratteristiche che la rendono unica nel panorama italiano. La sua qualità era già riconosciuta nel XVI secolo e, tra Ottocento e Novecento, veniva esportata e premiata nelle esposizioni internazionali di Roma, Londra, Parigi e Buenos Aires. Oggi è tutelata come IGP ed è anche Presidio Slow Food, a conferma del suo straordinario valore gastronomico. Accanto alle lenticchie trovano spazio le patate dell’alto viterbese, utilizzate per preparare gnocchi e altri piatti della tradizione, oltre all’olio extravergine d’oliva, ai salumi artigianali e ai vini della denominazione Tuscia DOC e Colli Etruschi Viterbesi.

Cosa mangiare
La cucina di Onano racconta il legame profondo tra il borgo e la sua agricoltura. Il piatto simbolo è naturalmente quello delle lenticchie con le salsicce, una ricetta semplice ma ricca di gusto che valorizza il prodotto più celebre del territorio. Non meno apprezzate sono le zuppe, preparate con pane casereccio e olio extravergine, oppure le minestre con riso e legumi che rappresentano da sempre la cucina quotidiana delle famiglie contadine. Le lenticchie vengono utilizzate anche per condire pasta fresca fatta a mano, come gli strozzapreti, oppure abbinate a piatti di carne e selvaggina. Accanto ai legumi trovano spazio le carni locali, i formaggi dell’Alta Tuscia e le patate, protagoniste di numerose preparazioni tradizionali. Il tutto accompagnato da un calice di vino locale, capace di esaltare i sapori genuini della cucina del territorio.

Da non perdere
L’evento più importante dell’anno è senza dubbio la Sagra della Lenticchia, che si svolge ogni agosto e richiama visitatori da tutta la provincia. Per alcuni giorni il borgo si anima con stand gastronomici, musica, spettacoli e degustazioni dedicate al prodotto simbolo di Onano, cucinato secondo le ricette tramandate di generazione in generazione. La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo è un altro evento significativo, durante il quale viene rievocata la Passione di Cristo attraverso una processione e la partecipazione di figuranti. Altri eventi includono la Festa di Primavera a fine maggio, con stand gastronomici e spettacoli, e il Presepe Vivente durante le festività natalizie, una rappresentazione suggestiva con numerosi personaggi.
Onano è uno dei piccoli borghi della Tuscia dove la storia si intreccia con il lavoro della terra, le tradizioni continuano a vivere nelle piazze e la gastronomia conserva il sapore delle ricette di un tempo.
Le foto di questo articolo sono di Maurizio Di Giovancarlo, Tuscia Fotografia
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