La Giornata Internazionale della Donna affonda le sue radici nei movimenti femminili di inizio Novecento, un periodo segnato da intense lotte per i diritti civili e sociali delle donne. Il primo evento riconducibile a questa ricorrenza si svolse negli Stati Uniti il 28 febbraio 1909, quando il Partito Socialista organizzò una manifestazione per sostenere il diritto di voto femminile. L’idea di una giornata internazionale nacque però ufficialmente nel 1910, durante la Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste a Copenaghen. Clara Zetkin, politica e attivista tedesca propose l’istituzione di una giornata dedicata alle donne e alle loro rivendicazioni, senza però stabilire una data precisa.
Video di Pavel Danilyuk
L’8 marzo divenne il simbolo di questa celebrazione in seguito a un evento storico fondamentale: nel 1917 a San Pietroburgo le donne scesero in piazza per protestare contro la guerra e le condizioni di vita insostenibili, dando inizio a una serie di manifestazioni che portarono alla Rivoluzione Russa di febbraio. Quel giorno, secondo il calendario giuliano in vigore in Russia, era il 23 febbraio, che nel calendario gregoriano corrisponde proprio all’8 marzo.
Nel 1977 l’ONU riconobbe ufficialmente l’8 marzo come Giornata Internazionale della Donna, invitando gli Stati membri a promuovere l’uguaglianza di genere e i diritti femminili.
In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922, ma fu nel 1946 che la mimosa divenne il suo simbolo. L’Unione Donne in Italia (UDI) scelse questo fiore perché facilmente reperibile su tutto il territorio nazionale e poiché la sua fioritura, spontanea, iniziava proprio nei primi giorni di marzo. È inoltre economico e accessibile a tutti, ma soprattutto rappresenta forza e delicatezza allo stesso tempo, proprio come le donne.
L’8 marzo: celebrazione o riflessione?
Oggi la Giornata Internazionale della Donna viene spesso associata a regali floreali, serate tra amiche e iniziative culturali. Tuttavia il vero significato di questa ricorrenza va ben oltre la celebrazione: è un momento per riflettere sulle conquiste ottenute e sulle battaglie ancora da combattere. Nonostante i passi avanti compiuti nel riconoscimento dei diritti femminili, le disuguaglianze di genere sono infatti ancora presenti in molte parti del mondo. Le donne continuano a guadagnare meno degli uomini a parità di ruolo, faticano ad accedere a posizioni di leadership e sono ancora vittime di discriminazioni e violenze.
Se nei paesi occidentali si discute di pari opportunità e rappresentanza politica, in molte altre parti del mondo le donne devono ancora lottare per i diritti fondamentali. In Afghanistan, dopo il ritorno dei Talebani al potere nel 2021, è stato loro vietato di frequentare le scuole superiori e le università, di lavorare in molte professioni e persino di camminare da sole senza un uomo al fianco. In Iran invece, le proteste per la libertà femminile sono state represse con violenza, come dimostrano le manifestazioni nate dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022, arrestata perché non indossava correttamente il velo.
Anche nei paesi considerati avanzati le donne continuano a combattere contro il gender pay gap, il soffitto di cristallo che limita le loro carriere e le difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata, soprattutto in assenza di adeguate politiche di assistenza.
La lotta per i diritti delle donne: un impegno collettivo
Il cambiamento non può essere solo responsabilità delle donne: è necessario un impegno collettivo, che coinvolga anche gli uomini e le istituzioni. Educare le nuove generazioni al rispetto, promuovere leggi più eque e garantire pari opportunità in tutti i settori sono passi fondamentali per costruire una società più giusta.
Ben vengano quindi i fiori, le celebrazioni e i momenti di condivisione, ma non dimentichiamo il vero significato dell’8 marzo. La Giornata Internazionale della Donna non deve essere solo un’occasione per regalare mimose, ma un’opportunità per riflettere su quanto è stato fatto e su quanto ancora c’è da fare.

Ogni giorno dovrebbe essere infatti un passo verso una società più equa, in cui le donne non debbano più lottare per ottenere ciò che spetta loro di diritto. L’8 marzo ci ricorda che la parità di genere non è solo un obiettivo da raggiungere, ma un valore da difendere costantemente.
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