Frenare lo spreco alimentare: un dovere etico e ambientale

Frenare lo spreco alimentare: un dovere etico e ambientale

Come uscire dal paradosso dello spreco alimentare quando al mondo ci sono ancora circa un miliardo di persone che muoiono di fame?

Sprecare cibo è un problema etico quanto ambientale che impatta sulla vita dell’umanità e sul benessere del Pianeta. Con la popolazione mondiale in costante crescita il cibo sta divenendo una risorsa scarsa, fattore che crea ancor più allarme contro la dannosa pratica dello spreco alimentare. Lasciando scadere o ammuffire i prodotti nelle nostre dispense, in verità ci rendiamo responsabili anche dello spreco delle risorse che sono state utilizzate per ottenerli, come acqua, energia e suolo. Elementi anch’essi esauribili, che bisogna proteggere e preservare.

Non in ultimo, va ricordato che i rifiuti organici sono anche una delle fonti di emissione al mondo di metano, un gas serra che contribuisce in maniera significativa al riscaldamento globale.

5 febbraio: Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare

La Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare èuna iniziativa per sensibilizzare i consumatori, soprattutto i giovani, su quanto la dispersione delle risorse alimentari abbia conseguenze dannose per l’intero Pianeta.

Tutto ha avuto inizio con il primo Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare tenutosi il 5 febbraio 2004 con la convocazione degli Stati Generali della filiera agroalimentare italiana.  La Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è stata successivamente ideata ed istituita nel 2014 dalla Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero con l’Università di Bologna – Distal e il Ministero dell’Ambiente, per iniziativa dell’economista, coordinatore PINPAS, Andrea Segrè. Da allora, il 5 febbraio di ogni anno è occasione per la diffusione di nuovi dati da parte dell’Osservatorio Waste Watcher/Spreco Zero che ha il compito di rilevare i comportamenti dei consumatori di alcuni Paesi in diversi continenti, tra cui l’Italia.

Il tema di questa undicesima ricorrenza è quello di ricordare la necessità di moltiplicare le buone pratiche quotidiane ad ogni livello: cittadini, enti pubblici, imprese, associazioni e scuole. Inoltre, punta a focalizzare l’attenzione sulla filiera di produzione, distribuzione e commercio del cibo. 

Quali sono i cibi che finiscono di più nelle pattumiere?

Sono soprattutto gli alimenti freschi come frutta, pane e verdura ad essere sprecati.Le ragioni sono principalmente riconducibili ad acquisti mal gestiti, e dispense disordinate che tendono a nascondere gli alimenti di prossima scadenza. L’estate è la stagione in cui gli italiani sprecano maggiormente. Solo il rincaro del costo della vita ha finora influito positivamente sull’abbassamento dello spreco alimentare. Magra consolazione se pensiamo che questo dato ha in contropartita la criticità economica e sociale che stanno vivendo tutti i Paesi del mondo.

Quali iniziative per ridurre lo spreco?

Nel 2022 l’allora Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha approvato il Bando Sprechi Alimentari, che finanzia progetti innovativi relativi alla ricerca nel campo dell’etichettatura dei prodotti alimentari, della loro shelf life, dell’imballaggio e della riduzione delle eccedenze alimentari.

Molto spesso i consumatori interpretano in modo errato le informazioni riportate sulle etichette, e ritengono che oltre il termine consigliato per il consumo i prodotti vadano insindacabilmente gettati. In realtà, non è sempre così, ed è per questo che molte associazioni stanno chiedendo di introdurre la nuova etichetta “spesso buono oltre”.

Attualmente esistono anche APP che possono monitorare i nostri consumi e suggerirci comportamenti più responsabili contro lo spreco di cibo. Tuttavia, le strategie più efficaci le possiamo intraprendere autonomamente, programmando i nostri acquisti, anche a beneficio delle nostre tasche.

Qual è il ruolo delle istituzioni nel contrastare lo spreco alimentare

In questo giorno nazionale dedicato alla prevenzione dello spreco alimentare anche la città di Viterbo ha suggellato un importante impegno che mette a sistema Comune ed enti del terzo settore per contrastare questa piaga. Attraverso un meccanismo solidale, le eccedenze alimentari verranno redistribuzione alle famiglie bisognose, assistite dalle associazioni firmatarie.

La Sindaca Chiara Frontini, in questa giornata mondiale di lotta contro lo spreco alimentare, ha firmato il Protocollo per creare una filiale solidale del cibo nel territorio comunale. A siglare l’accordo con il Comune di Viterbo: la Caritas, Viterbo con Amore, Banco alimentare del Lazio e Croce Rossa. 

Sfida contro lo spreco alimentare: puoi vincerla in 7 mosse

Segui il link se vuoi sapere Come contrastare lo spreco alimentare in 7 mosse

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