Equinozio d’autunno. Simboli, riti e sapori della tradizione

Equinozio d’autunno. Simboli, riti e sapori della tradizione

L’equinozio d’autunno — quel momento dell’anno in cui il giorno e la notte si equivalgono — non è soltanto un dato astronomico, ma un momento di passaggio denso di significati, tra abbondanza e conservazione, calore e riposo. Oggi lo viviamo magari senza accorgercene, presi dal ritorno a scuola e al lavoro, ma le culture antiche — dai Celti ai Romani, fino alle comunità contadine italiane — lo hanno celebrato da sempre come tempo del raccolto, del ringraziamento e della preparazione all’inverno.

Video di E. Yorda

Un “Capodanno agricolo”

Per chi viveva di campi e vendemmia, l’equinozio significava fare i conti con i frutti raccolti, ringraziare la terra e preparare le provviste per l’inverno. Era il momento in cui si accendevano fuochi rituali, si benedicevano i pani appena sfornati, si festeggiava il vino nuovo. I Celti chiamavano questa festa Mabon, dedicata al dio della fertilità. In passato in Italia, soprattutto nel Centro-Nord, il periodo coincideva con processioni e feste di ringraziamento, spesso legate a santi patroni. Non a caso, ancora oggi, molte sagre autunnali affondano le loro radici in questi antichi riti.

L’equinozio d’autunno — quel momento dell’anno in cui il giorno e la notte si equivalgono — non è soltanto un dato astronomico, ma un momento di passaggio denso di significati, tra abbondanza e conservazione, calore e riposo. Oggi lo viviamo magari senza accorgercene, presi dal ritorno a scuola e al lavoro, ma le culture antiche — dai Celti ai Romani, fino alle comunità contadine italiane — lo hanno celebrato da sempre come tempo del raccolto, del ringraziamento e della preparazione all’inverno.

L’equinozio nel mondo

  • In Giappone, l’equinozio è festa nazionale (Shūbun no Hi): si visitano i cimiteri e si mangiano dolci di riso (ohagi) per ricordare i defunti come simbolo del tempo che passa.
  • Nei paesi nordici, l’equinozio era un rito legato al raccolto del grano e alla birra prodotta in questo periodo.
  • In Messico, migliaia di persone si radunano ancora a Chichén Itzá, dove la piramide di Kukulcán si illumina creando l’illusione di un serpente di luce che scende lungo la scalinata.
  • In Lituania si accendono delle candele a ridosso del fiume Neris per celebrare questo momento di passaggio.
  • In India gli Indù onorano la dea Devi attraverso la festa Navaratri che dura per diversi giorni.
L’equinozio d’autunno — quel momento dell’anno in cui il giorno e la notte si equivalgono — non è soltanto un dato astronomico, ma un momento di passaggio denso di significati, tra abbondanza e conservazione, calore e riposo. Oggi lo viviamo magari senza accorgercene, presi dal ritorno a scuola e al lavoro, ma le culture antiche — dai Celti ai Romani, fino alle comunità contadine italiane — lo hanno celebrato da sempre come tempo del raccolto, del ringraziamento e della preparazione all’inverno.

Riti domestici: conserve, erbe e tisane

Un tempo, settembre e ottobre erano i mesi delle provviste: conserve di pomodoro, marmellate di fichi e mele cotogne, erbe essiccate per tisane contro i mali di stagione. Questi gesti avevano anche un valore simbolico: “imprigionare” in un barattolo un po’ di estate per portarla con sé nell’inverno.

L’equinozio d’autunno — quel momento dell’anno in cui il giorno e la notte si equivalgono — non è soltanto un dato astronomico, ma un momento di passaggio denso di significati, tra abbondanza e conservazione, calore e riposo. Oggi lo viviamo magari senza accorgercene, presi dal ritorno a scuola e al lavoro, ma le culture antiche — dai Celti ai Romani, fino alle comunità contadine italiane — lo hanno celebrato da sempre come tempo del raccolto, del ringraziamento e della preparazione all’inverno.

Curiosità sull’equinozio d’autunno

  • Mentre nell’emisfero settentrionale si verifica l’equinozio d’autunno, parallelamente nell’emisfero australe si verifica l’equinozio di primavera;
  • Quando si verificano gli equinozi, la durata della giornata è identica in ogni parte del mondo;
  • Quando si ha l’equinozio d’autunno, il sole entra nel segno della bilancia;
  •  Durante l’equinozio d’autunno, la luna si trova nella fase piena e viene definita luna del raccolto perché grazie alla sua immensa luce riusciva ad illuminare la notte ai contadini nei campi;
  •  Il giorno dell’equinozio d’autunno non è sempre lo stesso, ma cambia ogni anno a causa della differenza tra il calendario gregoriano che divide l’anno in 365 giorni e il tempo di cui ha bisogno la terra per terminare il proprio giro intorno al sole.

foto di Freepik

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