Vitorchiano, il borgo del peperino

Vitorchiano, il borgo del peperino

Appoggiato come un nido d’aquila su una rupe di peperino – la pietra lavica grigio-cenere che nella Tuscia è di casa – Vitorchiano guarda le forre circostanti da secoli. Le tracce più antiche rimandano all’epoca etrusca; il profilo urbano, però, prende corpo in età medievale, quando il paese si fortifica e stipula il patto di “Terra fedelissima all’Urbe” con Roma, un legame politico e commerciale che segna la storia locale per lungo tempo. La sua identità nasce dalla pietra: con il peperino si costruiscono mura, case, portali, fontane, fino all’icona più inattesa del borgo, un Moai scolpito nel 1990 da artigiani Rapa Nui venuti apposta a lavorare questo materiale, gemello per natura alla roccia vulcanica dell’Isola di Pasqua.

Foto di: Vitorchiano.ArteCitta.it

Cosa vedere

L’ingresso più teatrale è attraverso Porta Romana: oltrepassato l’arco, il tessuto di vicoli stretti e archi in peperino conduce verso Piazza Roma e alla caratteristica Fontana a Fuso, manufatto medievale scolpito con i simboli dei quattro evangelisti. Le facciate scabre e i balconi fioriti rivelano l’eleganza severa del borgo. Poco distante s’innalza la Torre dell’Orologio, un riferimento verticale che annuncia il cuore civico del paese con il Palazzo Comunale e la Casa del Podestà. Qui vale la pena salire (quando aperta) sulla torre civica: la vista, tra tetti e forre, spiega meglio di mille parole il soprannome di “borgo sospeso”.

Vitorchiano (VT) – Town Hall – K.Weise – Opera propria

Tra gli edifici religiosi spicca la Chiesa di Santa Maria Assunta (XIII secolo), tutta in peperino, con navata unica, rosone e campanile gotico: l’interno conserva lacerti d’affreschi e un’atmosfera di sobria bellezza. Da non perdere assolutamente il Moai, scolpito in peperino nel 1990 da undici membri della famiglia Atan, originari di Rapa Nui, arrivati in Italia per promuovere il restauro dei colossi oceanici. Il monolite guarda verso il borgo come un ponte simbolico fra culture e vulcani lontani.

Vitorchiano -

Statua Moai a Vitorchiano (Wikipedia)

I prodotti tipici

Il paniere locale è quello dei Monti Cimini: olio extravergine (ancora molito in frantoio sul posto), nocciole – la tonda gentile romana anima tozzetti, crostate e creme – e castagne, protagoniste d’autunno, da gustare arrosto o lesse con alloro. La campagna attorno al borgo produce anche vino; piccole aziende imbottigliano bianchi e rossi, perfetti per la cucina contadina del territorio. Piatto storico del paese è poi la Ciambella di San Michele, strettamente legata all’8 maggio, festa liturgica di san Michele Arcangelo. In questa occasione al termine dei riti religiosi viene offerta a tutti i fedeli fuori dalla chiesa, nel rito detto della “Poggiata”, e consumata con affettati e altro. La ciambella tradizionale si prepara con acqua, farina, olio, sale e anice e richiede una doppia cottura, in modo che resti morbida dentro e diventi croccante fuori.

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Cosa mangiare

A tavola la parola d’ordine è semplicità ben fatta. Da provare i cavatelli di Vitorchiano – pasta fresca locale – con sugo di pomodoro e finocchietto, o in versione più “ricca” con tartufo dei Cimini e una spolverata di pecorino. In stagione arrivano zuppe contadine (acquacotta, legumi e verdure di campo), funghi porcini dei boschi e carni alla brace, spesso profumate con erbe spontanee. I dolci parlano la lingua della nocciola: tozzetti croccanti da intingere nel vino e biscotti di casa che sanno di forno e di feste patronali.

Piatto di Cavatelli di Vitorchiano

Da non perdere

Vitorchiano va visitato lentamente, a piedi, seguendo i belvedere sulla rupe e i lavatoi dove l’acqua scorre da secoli. Se siete in zona tra fine maggio e inizio giugno, Peperino in Fiore è un evento-manifesto: il borgo si veste di installazioni botaniche, fiori, laboratori, musica e street food con vini e specialità locali. Per chi ama i giardini, a pochi minuti d’auto c’è il Centro Botanico Moutan, con la celebre collezione di peonie (fioritura primaverile). E poi le escursioni nelle forre, la luce al tramonto sulle mura e quell’inquadratura perfetta del Moai con il paese sullo sfondo: souvenir fotografico obbligatorio.

foto di: PEPERINO IN FIORE

Vitorchiano è l’istantanea di ciò che rende speciale la Tuscia: un borgo integro, vivissimo, capace di stupire con la sua pietra, la cura dei dettagli e i sapori netti e sinceri.

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