Le origini
Situata quasi al confine tra Toscana e Lazio, Acquapendente è una cittadina che affonda le sue radici nell’Alto Medioevo. Deve il suo nome al fatto di esser collocata nei pressi di numerose piccole cascatelle che confluiscono nel fiume Paglia. La sua storia documentata risale al 964, quando era già una roccaforte dell’imperatore Ottone I. Nel corso dei secoli, il borgo è stato oggetto di contese tra il Papato e l’Impero, fino a entrare definitivamente nei possedimenti della Chiesa alla fine dell’XI secolo. La sua posizione strategica lungo la Via Cassia ha contribuito a renderla un importante punto di passaggio per pellegrini e commercianti.



Cosa vedere
Il cuore pulsante di Acquapendente è la Cattedrale del Santo Sepolcro, un edificio che richiama la struttura del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Costruita tra il X e l’XI secolo, la cattedrale custodisce al suo interno una pietra macchiata di sangue, che si ritiene provenga dal Sepolcro di Gerusalemme. La Città, cinta da mura, ormai in gran parte distrutte, conserva ancora tre Porte, fra cui porta Romana, detta Torre Julia de Jacopo. La porta fu chiamata in questo modo per ricordare le gesta di una donna coraggiosa che nel 1550, mentre le milizie del Conte Orsini attaccavano Acquapendente, riuscì a chiudere la Porta, impedendo l’accesso alla città. Sul colle alle spalle della cattedrale sopracitata, invece, si trova la Torre dell’Orologio, anche conosciuta come Torre del Barbarossa, facente parte della rocca voluta da Enrico IV nel XII sec. e ora completamente distrutta.
I prodotti tipici



Acquapendente è una terra ricca di tradizioni enogastronomiche che riflettono la sua storia e il suo territorio. Il Farro del Pungolo, per esempio, è una varietà di frumento appartenente alla famiglia delle graminacee, chiamato anche “frumento vestito” poiché, dopo la trebbiatura, la cariosside rimane ricoperta da glume e glumette. Questo farro – lo trovi nei nostri punti vendita – è utilizzato in numerose preparazioni culinarie, dalle minestre alle insalate, ed è celebrato ogni anno durante la terza settimana di agosto con la “Sagra del Farro”. Il comune di Acquapendente rientra nella denominazione DOC “Colli Etruschi Viterbesi”. Questa zona vanta infatti una lunga tradizione vitivinicola, arricchita oggi dal recupero, grazie al supporto della Regione Lazio e dell’ARSIAL, di un antico vitigno autoctono unico della zona: l’uva greca puntinata.

Cosa mangiare
La cucina è semplice ma ricca di sapori autentici. Oltre al già citato farro e agli ottimi vini, da provare anche l’olio extravergine d’oliva, le famose patate della vicina San Lorenzo e Grotte di Castro, e poi i salumi, formaggi di mucca e di pecora, freschi e stagionati.
Anche i dolci rappresentano un fiore all’occhiello per Acquapendente, come il famoso Biscotto di Sant’Antonio, le Imbrichelle (ciambelline fatte con il vino) e il miele della vicina Riserva di Monte Rufeno.
Da non perdere
Famosissimaèla Festa dei Pugnaloni, che si celebra la terza domenica di maggio, ed è una delle più antiche celebrazioni folkloristiche della Tuscia. Durante la giornata, oltre alla celebrazione religiosa dedicata alla Madonna in Fiore, vi sono diversi eventi, tra cui spettacoli di rievocazione medievale. L’attrazione principale è però rappresentata dai “pugnaloni”, grandi tavole su cui si trovano spettacolari disegni creati con foglie e fiori, realizzati con una tecnica che prevede l’attaccatura delle foglie tagliate e l’inserimento di elementi a creare rilievi. Inoltre, durante la terza settimana di agosto, Acquapendente ospita la “Sagra del Farro”, un evento che celebra il farro del Pungolo con degustazioni, mercatini e spettacoli folkloristici.

Con la sua posizione strategica lungo la Via Francigena, questo borgo offre un mix perfetto di spiritualità, cultura e tradizioni gastronomiche. Che si tratti di una passeggiata nel centro storico, di una visita alle sue chiese e torri medievali, o di una sosta in una delle sue trattorie per gustare i piatti tipici, siamo certi che Acquapendente saprà conquistare ogni visitatore.
foto di Acquapendente da: Artecitta.it
