C’è chi la preferisce al pomodoro, chi non rinuncia alla carbonara e chi aspetta l’autunno per condirla con zucca, funghi o castagne. La pasta cambia forma e sapore a seconda della ricetta ma resta uno degli alimenti più presenti sulle tavole italiane (e non solo). È semplice da preparare, si conserva a lungo nella versione secca e permette di combinare ingredienti diversi, dalla verdura ai legumi, fino al pesce e alla carne. Il 25 ottobre si celebra la Giornata mondiale della pasta, conosciuta a livello internazionale come World Pasta Day. L’iniziativa è nata nel 1998 a Napoli, dopo il Congresso mondiale della pasta del 1995 a Roma, con l’obiettivo di valorizzare questo alimento, la sua storia e il suo ruolo nelle abitudini alimentari di molti Paesi.
Una storia lunga
La pasta ha una storia articolata, fatta di preparazioni diverse che si sono sviluppate in epoche e luoghi differenti. Nell’antichità esistevano impasti a base di farina e acqua, stesi in sfoglie o tagliati in forme semplici, da non confondere automaticamente con la pasta secca che troviamo oggi nei supermercati.
In Italia, nel corso del Medioevo, la produzione e il commercio della pasta si svilupparono in diverse aree, con un ruolo importante in Sicilia e nelle città legate ai traffici mediterranei. Con il passare del tempo, le tecniche di lavorazione si perfezionarono e la pasta secca diventò un alimento pratico da conservare e trasportare. In alcune zone, come la Liguria, la Campania e la Puglia, si affermarono forme e tradizioni che ancora oggi caratterizzano la cucina locale.
Spaghetti, penne, orecchiette, fusilli, rigatoni e centinaia di altre varianti non sono soltanto una questione estetica. La forma influenza il modo in cui la pasta trattiene il condimento e contribuisce alla consistenza del piatto. Un sugo denso può aderire bene a una pasta corta e rigata, mentre un condimento leggero può accompagnare spaghetti o linguine.

Dall’Italia al mondo
La pasta è ormai un alimento internazionale. Viene prodotta e consumata in molti Paesi, dove si è adattata agli ingredienti e alle abitudini locali. In Giappone, per esempio, esistono piatti che combinano la pasta con sapori tipici della cucina nipponica; negli Stati Uniti i maccheroni al formaggio sono diventati una preparazione molto popolare, mentre in diverse tradizioni mediorientali esistono ricette di vermicelli utilizzati anche in piatti dolci. Secondo l’International Pasta Organisation, nel 2023 la produzione mondiale di pasta ha raggiunto circa 17 milioni di tonnellate, distribuite tra numerosi Paesi produttori. È un dato che racconta la diffusione di un alimento capace di adattarsi a cucine e culture diverse. La pasta, insomma, non appartiene più soltanto alla cucina italiana, pur restando uno dei suoi simboli più riconoscibili.

La pasta: molto più di un semplice piatto
Un profumo che sa di casa, una ricetta che attraversa le generazioni, un alimento capace di unire tradizione e creatività. Il 25 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Pasta, un’occasione per riscoprire la storia, le curiosità e il valore di uno dei simboli più amati della cucina italiana.
Ma quanto conosciamo davvero questo alimento? Dalle sue origini al ruolo nell’alimentazione quotidiana, c’è molto da scoprire.
Continua a leggere e lasciati ispirare dal piacere di mangiare bene!

La pasta fa bene?
Negli ultimi anni i carboidrati sono stati spesso demonizzati e messi sotto accusa da diete e tendenze alimentari. In realtà, la pasta può far parte di un’alimentazione equilibrata: fornisce soprattutto carboidrati complessi, utili come fonte di energia, e può essere abbinata a ingredienti che completano il pasto dal punto di vista nutrizionale. Le Linee guida per una sana alimentazione del CREA includono pasta, riso e altri cereali tra le fonti di carboidrati della dieta quotidiana. Invitano inoltre a consumare più cereali integrali e legumi, inserendoli in un’alimentazione varia.
La pasta integrale apporta generalmente più fibre rispetto a quella raffinata, ma non è necessario scegliere sempre e soltanto quella: la scelta può dipendere dalle preferenze personali e dal resto dell’alimentazione. Anche la porzione e il condimento contano. Un piatto con verdure, legumi e olio extravergine d’oliva è diverso da una preparazione che abbonda di panna, burro o formaggi. Non esiste, quindi, un unico modo “giusto” di mangiare pasta. Il segreto pratico è considerare il piatto nel suo insieme, alternare gli ingredienti e scegliere quantità adatte alle proprie necessità.

Tre idee autunnali da provare
La Giornata mondiale della pasta cade proprio nel periodo in cui cambiano gli ingredienti disponibili. È un’ottima occasione per sperimentare qualche abbinamento stagionale.
Pasta con zucca e rosmarino. Cuocere la zucca in padella o al forno, schiacciarne una parte per ottenere una crema e condire la pasta con rosmarino, pepe e un filo d’olio. Per aggiungere consistenza si possono unire ceci già cotti o qualche seme tostato.
Pasta con funghi e prezzemolo. I funghi, saltati in padella con aglio e olio, danno vita a un condimento saporito. Una piccola quantità di acqua di cottura aiuta a legare il sugo senza bisogno di aggiungere panna. Per questa ricetta è preferibile utilizzare funghi acquistati da rivenditori affidabili o controllati da un ispettorato micologico.
Pasta e ceci. È un piatto della tradizione che unisce cereali e legumi, due gruppi alimentari importanti nella cucina mediterranea. Si può preparare in versione brodosa, con rosmarino e salvia, oppure più asciutta, aggiungendo verdure di stagione.
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