Carnevale: maschere, coriandoli e una buona dose di golosità. Questa festa è un tripudio di colori, scherzi e…calorie. È il momento dell’anno in cui le tradizioni culinarie regionali si intrecciano con le celebrazioni più sfrenate, portando in tavola piatti che sanno di festa e di abbondanza. Da nord a sud ogni regione italiana ha i suoi capolavori gastronomici e il suo modo di festeggiare con cortei e rumorose parate.
Video di Mikhail Nilov
Le origini e perché ci si maschera
Prima che la Quaresima imponesse 40 giorni di sobrietà alimentare, il Carnevale offriva l’occasione perfetta per indulgere in cibi ricchi e saporiti. Non a caso la parola “Carnevale” deriva dal latino carnem levare, ovvero “eliminare la carne” che anticamente indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno precedente il periodo di astinenza e digiuno dettato dalla Quaresima, durante la quale a nessuno era concesso mangiarla. La tradizione dei travestimenti è invece legata alla cultura greco-romana: gli antichi greci durante i riti dionisiaci e i romani durante i Saturnalia avevano l’abitudine di mascherarsi per nascondere la propria identità. Durante feste di questo tipo venivano sovvertite le gerarchie sociali e mantenere l’anonimato attraverso una maschera permetteva di trasgredire in piena libertà. Alcune popolazioni arcaiche, invece, si servivano delle maschere per entrare in contatto con le energie della natura durante le cerimonie spirituali: in cambio di raccolti abbondati gli spiriti gli concedevano l’opportunità di divertirsi e fare baldoria. Nonostante il passare degli anni l’usanza non è stata abbandonata e durante il Carnevale, complici i costumi, si fa tutto ciò che nel resto dell’anno non si ha il coraggio di fare.

I dolci più amati
Non è Carnevale senza le “chiacchiere”, dolci leggeri e croccanti che cambiano nome a seconda della regione. In Lombardia si chiamano appunto “chiacchiere,” in Piemonte “bugie,” in Toscana “cenci.” Sottili sfoglie di pasta fritta spolverate di zucchero a velo, sono così leggere che una tira l’altra. La loro origine risale all’epoca romana quando dolci simili, chiamati frictilia, venivano preparati e distribuiti in strada durante i Saturnalia, feste e banchetti in onore del dio Saturno. Anche le “castagnole”, piccoli bocconcini fritti, dorati e soffici, sono un classico in molte regioni italiane. Generalmente sono servite semplici, cosparse di zucchero semolato, ma in Emilia-Romagna si arricchiscono spesso con un ripieno di crema pasticcera o cioccolato. Immancabili poi le zeppole di Carnevale, rigorosamente fritte e ricoperte di zucchero come ogni dolce carnevalesco che si rispetti. Vengono realizzate con un impasto arricchito con patate lesse che ricorda molto quello delle graffe ma a differenza di queste ultime sono più piccole e si caratterizzano per la tipica forma a fiocco, simile a un tarallo.

Castagnole “Fritulis” di Klenje

Chiacchiere Di Clop

Zeppole. “Dolci di Carnevale a Pianaccio!” By Antica Locanda Alpina Eredi Gianni Gentilini – Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
I carnevali d’Italia
Il Carnevale italiano è un viaggio tra regioni, maschere, carri allegorici e spettacoli che animano le strade delle città e dei paesi più disparati. Da nord a sud ogni regione lo celebra con una varietà di eventi che riflettono la storia e la cultura locale. Venezia e il suo Carnevale sono il sinonimo di magia senza tempo grazie alle celebri maschere e ai costumi barocchi che sfilano lungo le calli, culminando nel tradizionale volo dell’Angelo in Piazza San Marco. In Piemonte, il Carnevale di Ivrea è famoso per la spettacolare battaglia delle arance, una rivisitazione storica che coinvolge tutta la comunità. Nella leggenda fu il gesto eroico di Violetta, la figlia di un mugnaio, a liberare il popolo dalla tirannia. Questa si ribellò al “diritto della prima notte d’amore” impostole dal barone che fu costretta a sposare e guidò una rivolta, arrivando a uccidere il novello sposo con la propria spada. La celebre battaglia delle arance rievoca proprio questa ribellione. Spostandosi verso sud il Carnevale di Putignano, in Puglia, è uno dei più antichi d’Europa e si distingue per la forte satira politica dei suoi carri allegorici. In Sicilia invece il Carnevale di Acireale incanta con carri infiorati e figure in cartapesta che prendono vita grazie alla maestria artigiana locale. Anche il carnevale di Viareggio è un’esplosione di colori, creatività e ironia che ogni anno attira migliaia di visitatori sulla costa toscana. Nato nel 1873 come semplice sfilata di carrozze addobbate si è trasformato nel tempo in uno degli eventi più spettacolari e conosciuti al mondo. I protagonisti indiscussi sono i giganteschi carri allegorici, vere opere d’arte in movimento, realizzati in cartapesta da esperti artigiani.
Non possiamo poi dimenticare un famoso carnevale che si celebra proprio nella Tuscia viterbese, quello di Ronciglione, e che affonda le proprie radici nel periodo farnesiano (1537-1649). Si tratta di un evento storico noto per lo spettacolare Corso di Gala, una sfilata di eleganti maschere e di carri che animano le vie del paese. Tante altre manifestazioni di Sfilate di Carri di Carnevale si svolgono nella Tuscia, per citarne alcuni: Civita Castellana, Vetralla, Viterbo.

E così tra coriandoli, maschere e dolci golosità il Carnevale si conferma una delle feste più amate, un mix perfetto di storia e pura voglia di divertirsi. È quel momento dell’anno in cui ci concediamo di tornare un po’ bambini, mascherandoci e dimenticando per un attimo la routine. Ricordiamo quindi che “a Carnevale tutto vale”, tranne prendersi troppo sul serio!
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