“L’Epifania tutte le festa porta via”. Chi non ha mai sentito questa frase? Con un sospiro malinconico ci rendiamo conto che il dolce incanto delle festività natalizie sta giungendo al termine. Ma chi ha detto che l’ultimo giorno debba essere meno magico? Tra calze appese e carbone, il 6 gennaio è da sempre caratterizzato da tanta magia e, soprattutto, dolcezza. È la giornata perfetta per concedersi ancora un po’ di incanto prima di salutare le festività e tornare alla normalità, con il cuore un po’ più leggero e il sapore dello zucchero ancora sulle labbra.
Le origini
Il termine Epifania deriva dal greco antico e significa “apparire, manifestarsi”. Per la tradizione cristiana questa giornata celebra la rivelazione di Gesù al mondo attraverso l’arrivo dei Magi, tre saggi astrologi guidati dalla stella cometa che portarono in dono a Gesù oro, incenso e mirra. Questi doni, simboli profondamente spirituali, rappresentano rispettivamente la regalità di Cristo (oro), la sua divinità (incenso) e la sofferenza che avrebbe affrontato (la mirra era una resina usata nella preparazione dei corpi per la sepoltura). Nel mondo orientale, invece, si fa coincidere l’Epifania con il battesimo di Gesù o con il miracolo delle nozze di Cana.
La befana: una vecchietta tra storia e leggenda
Questa anziana donna, un po’ misteriosa e un po’ burbera, che vola su una scopa portando dolci ai bambini buoni e carbone a quelli più furbetti, è diventata un’icona della tradizione italiana. Il suo nome è una corruzione lessicale della parola “epifania” ed è attestato in forma scritta dal 1500. La leggenda vuole che la figura della Befana sia nata quando i Magi, durante il loro viaggio verso Betlemme, chiesero a una vecchietta di unirsi a loro. La donna rifiutò ma poi si pentì e si mise in viaggio per conto suo, portando con sé doni per il Bambino Gesù. Non riuscendo a trovarlo, decise di distribuire i suoi regali a tutti i bambini che incontrava. La Befana appartiene solo al folklore italiano e l’Epifania in Italia è ricca di tradizioni che variano da regione a regione. Ovunque, però, è immancabile il rito delle calze appese al camino o alla finestra, pronte per essere riempite di dolci, caramelle, cioccolato e, per i meno buoni, di carbone dolce.

Curiosità e tradizioni dal mondo
Anche nel resto del mondo i bambini ricevono doni il 6 gennaio ma la tradizione vuole che siano portati loro dai Magi. In Spagna, ad esempio, il Día de los Reyes Magos (Il giorno dei Magi) è una celebrazione attesissima che culmina con la “Cabalgata de Reyes“, una sfilata coloratissima in cui i Magi distribuiscono regali ai più piccoli. Nella tradizione spagnola i bambini scrivono loro anche una lettera, raccontando se sono stati buoni durante l’anno ed esprimendo i loro desideri, un’usanza che richiama un po’ quella del nostro Babbo Natale. In Francia, invece, si celebra con il dolce tipico Galette des Rois, una torta di pasta sfoglia ripiena di crema di mandorle al cui interno è nascosta una piccola figura in ceramica. Chi la trova nella propria fetta diventa “re” o “regina” della giornata, indossando una corona di carta. In alcuni paesi dell’Europa dell’Est, come la Bulgaria e la Grecia, l’Epifania è associata a rituali di benedizione delle acque. In queste zone è tradizione che un sacerdote getti una croce in un fiume o in mare e giovani uomini si tuffino nelle gelide acque per recuperarla, un gesto che simboleggia purificazione e protezione.
L’Epifania oggi: tra tradizione e innovazione
Oggi l’Epifania mantiene intatta la sua magia, pur adattandosi ai tempi moderni. Le città italiane si animano con eventi, mercatini e spettacoli dedicati a questa festività, mentre i bambini continuano ad aspettare con entusiasmo il passaggio della Befana.
Viterbo ospita ogni anno la “Calza della Befana più lunga del mondo”, un evento unico che trasforma il centro storico della città in un percorso festoso. La calza gigante, lunga oltre 50 metri, parte da Porta Romana e sfila per le principali vie di Viterbo, accompagnata da bande musicali. Ai bambini presenti vengono distribuite delle calzette piene di dolciumi. Ciò che rende questo evento ancor più speciale è la sua valenza solidale. Conosciuta anche come la “Calza della Solidarietà”, l’iniziativa raccoglie fondi per sostenere progetti sociali locali, grazie al coinvolgimento di associazioni e cittadini. Si tratta di un momento che unisce la comunità, coinvolgendo non solo le famiglie del territorio, ma anche curiosi e turisti affascinati da questa tradizione unica.
