Nel cuore della Tuscia viterbese, tra boschi e colline, si trova Sant’Angelo di Roccalvecce, un piccolo borgo medievale che negli ultimi anni ha riscoperto una nuova vita grazie all’arte. Conosciuto come il “Paese delle Fiabe”, è diventato una destinazione unica dove arte, cultura e sapori locali si fondono in un’esperienza sorprendente.

Le origini
Si tratta di una piccola frazione del comune di Viterbo con origini medievali e un impianto urbanistico tipico dell’epoca. Il borgo conserva la sua struttura originaria: strade strette, case in pietra e piccole piazze, tra cui svetta la rusticità del tempo passato, come la chiesa di San Paolo Apostolo e la cappella di San Rocco. Fino a poco tempo fa il paese sembrava destinato allo spopolamento e all’oblio, fino a quando nel 2016 l’associazione ACAS e il suo presidente Gianluca Chiovelli hanno deciso di ridargli speranza attraverso l’arte e la fantasia.
Cosa vedere
Il vero cuore di Sant’Angelo è la street art delle fiabe: oltre 55 murales – con l’obiettivo ancora in atto di superarne un centinaio – dipinti quasi interamente da donne, che raccontano le fiabe dell’infanzia e coinvolgono tutta la comunità, comprese alcune scene con volti di bambini locali. Passeggiare per le vie significa ritrovarsi nei racconti di Alice, Peter Pan, Pinocchio, il Piccolo Principe, Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel, Don Chisciotte e molti altri. Ognuna di queste è un’opera coinvolgente, spesso interattiva: nel bassorilievo di Brontolo, ad esempio, c’è chi dice che strofinare il naso porti fortuna.

L’associazione ACAS ha creato anche il Sentiero dei Castelli e delle Fiabe, un percorso di 5 km con tappe tra Roccalvecce, Celleno e alcuni siti di interesse storico e naturalistico, con l’intento di valorizzare il territorio viterbese con un approccio sostenibile. Da non perdere anche una visita esterna al Castello Costaguti di Roccalvecce, baluardo della storia locale.
I prodotti tipici
La Tuscia offre eccellenze gastronomiche genuine e Sant’Angelo ne è portavoce. Qui si producono prodotti locali basati su carne di cinghiale e funghi porcini, spesso presenti nei menù, insieme a formaggi, salumi artigianali e miele. Le dolci colline offrono anche vini locali e un olio extravergine d’oliva morbido e fruttato, perfetto per accompagnare i sapori del territorio.
Cosa mangiare
Nel borgo di Sant’Angelo si trova un solo ristorante, è L’Hostaria MastroCiliegia, un’osteria con vineria e piatti tipici del territorio, dai lombrichelli ai funghi porcini e salsiccia alle tagliatelle al ragù di cinghiale, fino alla tagliata, al coniglio porchettato e per finire dolci fatti in casa, dalla crostata al tiramisù.

Da non perdere
Il vero spirito di Sant’Angelo emerge nei suoi labirinti fiabeschi ma anche negli eventi di letture animate, spettacoli teatrali e laboratori per bambini, organizzati dalla Pro Loco e da alcuni enti locali. Queste attività rispecchiano lo spirito fiabesco del borgo e offrono esperienze pensate per far sognare grandi e piccini. Si tratta di una meta perfetta per una gita in giornata e può essere un ottimo punto di partenza per un tour della Tuscia!
