Simboli, curiosità e legende di Natale 

Simboli, curiosità e legende di Natale 

Il periodo natalizio porta con sé una magia unica, fatta di tradizioni che attraversano generazioni e continenti. Tra le più sentite e amate troviamo l’albero di Natale, Babbo Natale e il Presepe, ciascuno con la propria storia e un insieme di significati che vanno ben oltre la semplice decorazione. Ripercorrere le origini di queste tradizioni ci fa scoprire come abbiano preso forma usi e costumi, arricchendosi di elementi che portano il calore e l’atmosfera del Natale in ogni casa.

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L’albero di Natale: simbolo di speranza e vita

L’albero di Natale è un simbolo di gioia e di speranza che decora le case di milioni di famiglie in tutto il mondo, ma le sue origini risalgono a molto prima dell’avvento del Cristianesimo. Già gli antichi popoli europei – tra cui i Celti e i Germani – usavano alberi sempreverdi per celebrare il solstizio d’inverno e li onoravano come simboli di vita e di rinascita. Ci sono diverse storie sul “primo albero di Natale”. Ad esempio a Tallinn, in Estonia, nel 1441 fu eretto un grande abete nella piazza del municipio, attorno al quale uomini e donne non sposati ballavano alla ricerca di un’anima gemella. Fra le città che si dichiarano sedi del primo albero di Natale c’è anche Riga, in Lettonia, dove si trova una targa scritta in otto lingue che commemora quell’evento facendolo risalire al 1510. Ma l’albero di Natale, così come lo conosciamo noi, fu probabilmente introdotto in Germania nel 1611 dalla Duchessa di Brieg: un angolo di una delle sale del suo castello già adornato per il Natale era rimasto completamente vuoto, allora ordinò che un abete del giardino venisse trapiantato in un vaso e portato in quella sala. Per alcuni secoli l’usanza restò confinata nell’Europa del nord, e in particolare nel territorio della Germania. Nel resto del mondo l’albero si diffuse infatti solo nell’Ottocento interessando prima la nobiltà e, gradualmente, il resto della popolazione, fino ad approdare in America grazie agli immigrati tedeschi e a diventare un simbolo conosciuto in tutto il mondo. Oggi decorare l’albero è un momento magico, spesso vissuto in famiglia tra palline colorate, luci, nastri e simboli che riflettono il proprio stile o i colori della tradizione. Dall’albero artificiale a quello naturale, dalle decorazioni vintage a quelle minimal, l’importante è sbizzarrirsi! 

Gli alberi più grandi e famosi 

Qual è l’albero di Natale più grande del mondo? Se si intende una semplice rappresentazione di un albero natalizio, realizzata con le luci, allora la risposta riguarda probabilmente l’albero di Gubbio. Su una delle pendici del monte Ingino, situato presso la cittadina umbra, ogni anno dal 1981 si allestisce un albero di luci di 450 x 750 metri per un totale di 130.000 metri quadrati. Se invece parliamo di un albero vero, bisogna andare negli Stati Uniti. Nella città di Enid, in Oklahoma, da alcuni anni è tradizione addobbare un grande abete alto oltre 40 metri che attira migliaia di visitatori.  

Gli alberi più grandi, però, non sono necessariamente i più famosi e i più visitati. L’albero più noto al mondo è probabilmente quello del Rockefeller Center, il grande complesso di edifici commerciali di New York. Di altezza compresa tra 20 e 30 metri è allestito dal 1931 e attira milioni di visitatori. In Europa tra gli alberi più famosi vi è quello di Trafalgar Square, a Londra, che per prassi è donato dalla città norvegese di Oslo. Nel nostro Paese l’albero più noto è probabilmente quello di piazza Venezia, a Roma, che negli ultimi anni però ha spesso suscitato polemiche e tanta ironia.

Babbo Natale: la leggenda del santo generoso

Impossibile parlare del Natale senza nominare Babbo Natale, l’allegro vecchietto con la barba bianca e il vestito rosso che ogni anno, nella notte della Vigilia, porta i doni ai bambini di tutto il mondo. Ma qual è veramente la storia di Babbo Natale? 

L’ispirazione originale del vecchietto più famoso del mondo è San Nicola, un vescovo del IV secolo originario della città di Myra, nell’attuale Turchia. San Nicola era noto per la sua generosità e per i miracoli a favore dei più poveri, tanto che intorno alla sua figura sono nate diverse leggende. Si racconta, ad esempio, che regalò una dote a tre sorelle povere affinché potessero sposarsi, gettando monete d’oro dalle finestre della loro casa. Nel Medioevo si diffuse in Europa l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del santo (il 6 dicembre). Con il passare degli anni, nei Paesi protestanti, San Nicola perse l’aspetto del vescovo cattolico ma mantenne il ruolo benefico col nome di Samiklaus, Sinterclaus o Santa Claus. I festeggiamenti si spostarono alla festa vicina più importante: il Natale. L’omone con la barba bianca e il sacco pieno di regali, invece, nacque dalla fusione di varie tradizioni all’interno di vignette, disegni e racconti, come quelli di Clement C. Moore che nel 1822 scrisse una poesia in cui lo descriveva come ormai tutti lo conosciamo. Questo nuovo Santa Claus ebbe successo e dagli anni Cinquanta conquistò anche l’Europa fino a diventare il Babbo Natale moderno che conosciamo oggi, grazie anche alla famosa campagna pubblicitaria della Coca-Cola degli anni ’30, che contribuì a consolidare la sua immagine iconica. Babbo Natale è il simbolo universale di gioia e generosità, e tutti, grandi e piccini, dovrremmo tenere a mente il suo spirito, che va oltre il dono materiale e ci ricorda il valore di pensare agli altri e di donare con il cuore.

Il Presepe. Un inno alla natività e alla famiglia

Accanto a Babbo Natale e all’albero, il Presepe occupa un posto speciale nella tradizione natalizia. È infatti il fulcro stesso della festività, in quanto rappresentazione della nascita di Gesù a Betlemme. La storia del presepe risale al 1223 quando San Francesco d’Assisi realizzò il primo presepe vivente nella cittadina di Greccio, in Umbria. Il Santo volle rappresentare la Natività per rendere più accessibile e tangibile il mistero della nascita di Gesù, invitando la gente comune a comprendere il significato profondo del Natale. Questo evento ispirò, e ispira tuttora, innumerevoli artisti e artigiani nel creare presepi di ogni genere e dimensione, da quelli monumentali nelle chiese a quelli più piccoli e dettagliati nelle case. Oggi il presepe è una tradizione radicata in molte famiglie, che ogni anno lo allestiscono con cura e creatività. In Italia, soprattutto in regioni come la Campania, la tradizione del presepe è ancora molto viva e spesso comprende figure dettagliate che ritraggono la vita quotidiana dell’epoca. Accanto ai personaggi della Natività – come Maria, Giuseppe, i pastori e i Re Magi – si trovano figure di contadini, artigiani e animali che danno vita a scene ricche di simboli e di cultura popolare.


Curiosità sulle tradizioni natalizie

  • Le origini della calza appesa: la tradizione di appendere le calze è legata a San Nicola. Secondo una leggenda il Santo gettò delle monete d’oro in una casa di tre ragazze povere, e le monete caddero in una calza appesa vicino al camino ad asciugare. Da qui nacque l’usanza di appendere le calze in attesa dei regali.
  • Il Presepe napoletano: a Napoli il presepe è un’arte secolare e ogni anno nelle botteghe di San Gregorio Armeno artigiani esperti creano figure personalizzate, inserendo anche satira e personaggi contemporanei. La via dei presepi di Napoli è una meta imperdibile per chi vuole scoprire il fascino di questa tradizione.
  • Il bacio sotto il vischio: la tradizione del vischio viene dai Celti che lo consideravano una pianta sacra e simbolo di fertilità e protezione. In molte culture baciarsi sotto il vischio durante le feste natalizie è un gesto portafortuna, che simboleggia amore e legame tra le persone.
  • La stella di Natale: questa pianta, originaria del Messico, è diventata un simbolo delle feste in molti paesi. La leggenda narra che in un piccolo villaggio messicano viveva una bimba povera che non aveva nessun dono da offrire a Gesù nel giorno di Natale. Mentre era raccolta in preghiera le apparve un angelo che le consigliò di raccogliere e portare in Chiesa come regalo ciò che aveva, ossia dei rami raccolti in giardino. Una volta posizionati sull’altare questi si trasformarono in piante dai rigogliosi fiori rossi a forma di stella, un miracolo per ripagare il suo gesto di devozione sincero. 

Al di là delle decorazioni e dei simboli, l’atmosfera del Natale è soprattutto uno stato d’animo. Allestire l’albero, aspettare Babbo Natale e preparare il presepe sono gesti simbolici che riempiono la casa di calore e ci aiutano a riscoprire e apprezzare l’importanza di momenti condivisi. La magia di queste tradizioni risiede nel fatto che, anno dopo anno, ci invitano a riunirci con le persone care, a rallentare il ritmo della vita quotidiana e a dedicare un momento di riflessione alla bellezza della vita e di ciò che ci circonda. 

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