Settembre non cambia la nostra vita da un giorno all’altro ma ci fa tornare alla routine e questo basta perché il corpo se ne accorga immediatamente. Le vacanze finiscono, le sveglie tornano a suonare presto, gli impegni aumentano e quelle giornate trascorse senza orari lasciano spazio a ritmi molto più organizzati. Si parla spesso di “sindrome da rientro”, anche se non si tratta di una vera diagnosi medica ma piuttosto un’espressione utilizzata per descrivere il disagio legato alla ripresa della quotidianità dopo una pausa. È in questo passaggio che possono comparire stanchezza, difficoltà di concentrazione e irritabilità. C’è poi un aspetto interessante: il modo in cui viviamo questo cambiamento può riflettersi anche sull’apparato digerente.
Non solo una questione mentale
Durante le vacanze cambiano molte delle nostre abitudini. Si mangia magari più tardi, si dorme a orari diversi, si trascorre più tempo fuori casa e può capitare di consumare più frequentemente aperitivi, gelati, cene abbondanti o pasti lontani dalle proprie abitudini. Non c’è nulla di sbagliato nel concedersi qualche libertà durante l’estate; il problema nasce quando una routine temporanea si prolunga e il ritorno alla quotidianità avviene bruscamente. Anche il sonno può risentirne: andare a letto e svegliarsi a orari molto diversi da quelli abituali significa chiedere all’organismo di riadattare il proprio ritmo proprio mentre aumentano gli impegni. A tutto questo si aggiunge lo stress psicologico: il rientro al lavoro, la ripresa della scuola, le scadenze e la sensazione di dover recuperare tutto ciò che è stato rimandato possono creare una sorta di “accelerazione” improvvisa. Ed è qui che entra in gioco anche il nostro organismo.
DOPO LE VACANZE, RITROVA IL TUO EQUILIBRIO.
Alimentazione, sonno e piccoli gesti per ripartire con energia.


Cervello e intestino comunicano continuamente
L’apparato digerente non lavora in isolamento; tra cervello e intestino esiste infatti una comunicazione continua, conosciuta come asse intestino-cervello, che coinvolge sistema nervoso, ormoni, sistema immunitario e microbiota. Quando siamo sotto stress l’organismo attiva una serie di risposte fisiologiche che preparano ad affrontare una situazione percepita come impegnativa. Se questa condizione diventa prolungata, può influenzare anche la funzione gastrointestinale e la composizione del microbiota. La ricerca sta studiando proprio questi collegamenti e alcune revisioni hanno evidenziato come lo stress possa modificare la fisiologia e, in determinate condizioni, la barriera intestinale. Questo non significa che lo stress crea un intestino infiammato ogni volta che torniamo al lavoro. Significa piuttosto che intestino e cervello sono molto più collegati di quanto si può immaginare e che cambiamenti emotivi, alimentari e comportamentali possono influenzarsi a vicenda. Non è un caso, quindi, che nei periodi di maggiore tensione alcune persone avvertano più facilmente gonfiore, irregolarità intestinale o una digestione meno piacevole; e questo può comparire anche con il carico emotivo e mentale che il rientro di settembre porta con sé.

E l’alimentazione estiva?
Anche qui vale la pena sfatare un piccolo equivoco. Non sono il gelato, la pizza o l’aperitivo consumati in vacanza a “infiammare” automaticamente l’organismo. Una dieta complessivamente ricca di alimenti ultraprocessati, grassi di scarsa qualità, zuccheri aggiunti e alcol, soprattutto se associata a poca fibra e a uno stile di vita poco attivo, può contribuire a un ambiente metabolico meno favorevole. Al contrario, modelli alimentari ricchi di vegetali, cereali integrali, legumi, frutta secca, pesce e olio extravergine d’oliva sono associati a un profilo alimentare più favorevole anche rispetto ai marcatori dell’infiammazione. La dieta mediterranea è infatti quella che, tra diversi modelli alimentari studiati, ha mostrato alcune delle evidenze più interessanti in questo ambito. Il punto, dunque, non è “depurarsi” dopo le vacanze, ma tornare gradualmente a un’alimentazione equilibrata.

Cosa mettere nel piatto per ripartire?
Per aiutare l’organismo a ritrovare un ritmo regolare più che cercare alimenti miracolosi conviene ricostruire una dieta varia, ricca di fibre e di sostanze naturalmente presenti negli alimenti vegetali. Verdure di stagione, frutta, legumi e cereali integrali forniscono fibre che rappresentano un importante substrato per il microbiota intestinale. Non serve però aumentare improvvisamente le quantità: se durante l’estate la dieta è stata particolarmente povera di fibre, farlo bruscamente potrebbe aumentare il gonfiore. Meglio procedere gradualmente e accompagnare l’alimentazione con una buona idratazione. Anche l’olio extravergine di oliva merita un posto stabile in tavola; è uno dei simboli della dieta mediterranea e fornisce soprattutto grassi monoinsaturi e composti fenolici. A completare il quadro possono essere legumi, verdure colorate, frutta secca e semi, mentre il pesce, soprattutto quello ricco di omega-3, può essere inserito regolarmente nell’ambito di un’alimentazione equilibrata.

Anche la fretta può influenzare la digestione
Quando torniamo al lavoro spesso cambia anche il modo in cui mangiamo. Il pranzo consumato velocemente davanti al computer, il pasto saltato e recuperato più tardi o la cena abbondante dopo una giornata frenetica diventano facilmente nuove abitudini. Mangiare con calma non risolve automaticamente lo stress, ma permette di dedicare maggiore attenzione al pasto e ai segnali di fame e sazietà. Anche questo fa parte di un rapporto più equilibrato con l’alimentazione. E soprattutto, non bisogna dimenticare il sonno; dormire regolarmente e concedersi un adeguato recupero è parte integrante del ritorno alla routine. Il benessere legato al rientro non dipende quindi soltanto da ciò che mettiamo nel piatto, ma dall’insieme di tanti piccoli passi.
foto e video da https://www.magnific.com/it/app
