Siamo in pieno Carnevale, tempo di peccati di gola, baldoria e allegria per festeggiare con spensieratezza questo periodo che precede la Quaresima.
Il carnevale, di prassi, inizia il 17 gennaio con la festa di Sant’Antonio Abate. Quest’anno si chiuderà il 13 febbraio con il Martedì Grasso, per tradizione il giorno più goloso dell’anno. In passato, infatti, l’ultimo giorno di carnevale, prima del Mercoledì delle Ceneri, si svuotavano le dispense di tutte le leccornie e dei cibi più grassi che sarebbero stati proibiti nei giorni che precedono Pasqua.

Il Carnevale è una festa molto legata al mondo cattolico e cristiano, anche se le sue origini vanno ricercate in epoche molto più remote, quando la religione dominante era quella pagana. Infatti, la ricorrenza trae le proprie origini dai Saturnali della Roma antica o dalle feste dionisiache del periodo classico greco. Tuttavia, c’è anche chi sostiene che la tradizione del Carnevale nella Tuscia risalga ai tempi degli antichi Etruschi. In una delle meravigliose tombe dipinte della necropoli di Tarquinia è raffigurata una figura, con una maschera e una lunga barba, impegnata in una strana danza. È il cosiddetto Phersu che si destreggia con abilità tra combattimento e gioco.
Il Carnevale è un’occasione per festeggiare con scherzi, maschere, sfilate, balli e deliziosi dolci. In Italia i dolci tipici di Carnevale possono assumere nomi diversi da regione a regione, come le chiacchiere, strisce di pasta fritte coperte di zucchero a velo, che sono conosciute anche come cenci o frappe. Altri dolci molto diffusi sono le zeppole, dolcetti fritti spesso farciti con crema pasticciera, e le frittelle di riso, che sono popolari in alcune zone settentrionali. A Venezia, invece, sono celebri le frittelle veneziane, morbide palline di pasta dolce, fritte e ricoperte di zucchero.
A Carnevale ogni scherzo vale
Forse non tutti sanno che il Carnevale ha assunto nel passato anche un’importante funzione sociale, per calmare le tensioni ed evitare sommosse che potevano nascere dal basso. Le maschere e i costumi consentivano, infatti, seppure per gioco, di ribaltare le gerarchie e abbattere le classi sociali, abbandonandosi agli scherzi e anche agli eccessi.
Attualmente il Carnevale ha ancora la sua grande valenza perché è un momento di festa e allegria in cui riusciamo a bilanciare routine e stress della vita quotidiana con momenti di spensieratezza, gioia e svago.
Il modo di dire “A Carnevale ogni scherzo vale” ha anche una versione allungata, ossia “A Carnevale ogni scherzo vale, ma che sia uno scherzo che sa di sale”, per significare che gli scherzi son tutti ammessi purché siano belli.
Curiosità
Perché si dice “scherzi da prete”?
Pare che durante il Medioevo anche i preti avessero una particolare licenza a carnevale per organizzare burle e scherzi allo scopo di divertire i fedeli. Erano i famosi “scherzi da prete”, che consistevano nel lancio in chiesa di salsicciotti e castagnole. Era un modo per rallegrare gli animi, prima del lungo periodo di penitenza della Quaresima, rendendo i credenti anche più disposti ad ascoltare gli insegnamenti religiosi.
Perché si lanciano i coriandoli?
Pare che i coriandoli abbiano avuto origine proprio in Italia, quando in epoca rinascimentale, durante le sfilate in maschera, venivano lanciati in aria confetti colorati ottenuti con semi di coriandolo ricoperti di zucchero. È curioso sapere che la traduzione inglese di coriandoli sia proprio confetti.
Qual è il dolce più buono di Carnevale?
Risposta assai difficile se pensiamo alla miriadi di dolci che accompagnano questa ricorrenza, per di più con tutte le varianti legate alle tradizioni locali.
Nell’imbarazzo della scelta, vi proponiamo i ravioli dolci di carnevale: genuina ricotta locale racchiusa in scrigni di pasta frolla. Si possono fare fritti o al forno.
Vittoria Tassoni, food blogger e cuoca dell’alleanza Slow Food, ci propone la ricetta dei ravioli con la ricotta che preparava insieme a sua nonna. Il sapore è squisito e il rispetto della ricetta locale assicurato! E visto che il Carnevale ci concede eccessi, li facciamo fritti!

Ravioli dolci di ricotta
Ingredienti per la per la pasta
400 g di farina 00
100 g di farina di semola
3 uova Bio Angelino Fattoria Cupidi
60 gr di strutto o burro
1 bicchierino di liquore
Ingredienti per il ripieno
500 gr di ricotta IoLatte® – 100% Latte Zootecnica Viterbese
3 tuorli d’uovo
150 gr di zucchero
Cannella q.b.
Alchermes q.b.
Olio di arachidi per friggere
Preparazione:
Metti la farina su un piano di lavoro e fai la fontana. Rompi le uova, aggiungi lo strutto, il liquore e impasta. Forma una palla e lasciala riposare per circa 30 minuti. Versa la ricotta in una ciotola e aggiungi gli altri ingredienti. Amalgama bene, conserva in frigo. Riprendi la pasta e stendi ad uno spessore medio. Inserisci la ricotta in una sacca a poche, oppure utilizza due cucchiai per versare le dosi di ripieno. Chiudi i ravioli e sigilla bene il bordo. Versa dell’olio di arachidi in una padella. Quando l’olio avrà raggiunto i 170°C friggi i ravioli, facendo attenzione nel girarli. Scola su una carta paglia e spolverizza con lo zucchero a velo.
Per la ricetta abbiamo seguito i preziosissimi consigli della nostra amica Vittoria Tassoni
Per tutti gli ingredienti vieni nel nostro punto vendita Zootecnica Viterbese di Viterbo














Le foto, anche quella di copertina, © Officina Visiva.

