La canapa, pianta versatile e ricca di storia, sta attualmente vivendo una rinascita nel panorama alimentare, con realtà degne di nota anche nella Tuscia. Negli ultimi anni il suo potenziale come superfood è stato riscoperto, attirando l’attenzione di chef, nutrizionisti e appassionati di cucina sana.
Vengono definiti “superfood” i cibi aventi capacità benefiche per la salute, imputabili alle loro caratteristiche nutrizionali o alla concentrazione chimica complessiva.
Grazie al crescente interesse per la sostenibilità e le tradizioni culinarie, infatti, la canapa sta piano piano riemergendo come ingrediente prezioso e benefico.
La storia della canapa nella Tuscia
La coltivazione della canapa nella Tuscia ha radici profonde e una storia di grande rilevanza economica e culturale.
Le prime testimonianze della pianta si fanno risalire agli Etruschi, che sapevano estrarre l’olio dai suoi semi, ne conoscevano le proprietà salutari e farmaceutiche, e la macinavano per ricavarne farina.
Verso il IV sec. a.C. la canapa si diffuse quindi in tutta l’Etruria e iniziò a essere coltivata principalmente per la sua fibra, dalla quale si ricavava un tessuto molto resistente da impiegare in vari ambiti, tra cui il settore agricolo, bellico, navale e medico.
La canapa era poi fondamentale per fertilizzare i terreni, per creare vele, funi e corde in ambito navale e per realizzare le selle da montare sugli animali adibiti ai lavori agricoli.
Durante il Rinascimento la Tuscia Viterbese divenne una delle principali aree italiane dedite alla produzione di canapa che, oltre agli impieghi citati sopra, era utilissima nella produzione di tessuti e carta resistente. Le famiglie nobili della regione, come i Farnese e gli Orsini, svilupparono vasti terreni destinati alla coltivazione di questa pianta, con lo scopo di fornire alla Repubblica di Venezia il materiale necessario per le sue flotte. Si stima che fino a 200.000 ettari fossero destinati a questa coltura durante i secoli d’oro della produzione.

I benefici della canapa alimentare
La canapa è un superfood che offre numerosi vantaggi per la salute. Le sue sementi sono ricche di proteine vegetali e questo rende la pianta ideale per chi segue una dieta vegetariana o vegana, o per chi semplicemente desidera ridurre il consumo di proteine animali. Inoltre i semi di canapa sono una straordinaria fonte di acidi grassi essenziali, come omega-3 e omega-6, che in rapporto equilibrato favoriscono la salute cardiovascolare e le funzionalità cerebrali.
La canapa è anche una fonte eccellente di fibre, utili per mantenere una buona digestione e regolare i livelli di zucchero nel sangue. Le fibre solubili contenute in essa possono infatti contribuire a ridurre il colesterolo LDL, migliorando la salute del cuore.
In aggiunta, la presenza di antiossidanti, come la vitamina E, aiuta a combattere i radicali liberi, sostenendo la salute della pelle e contribuendo a un invecchiamento sano.
Un altro aspetto tanto interessante quanto oggetto di dibattito è sicuramente il suo potenziale nel supportare il benessere emotivo. Alcuni studi suggeriscono infatti che gli acidi grassi omega-3 possano avere effetti positivi sulla depressione e sull’ansia, rendendo la canapa un alimento che non solo nutre il corpo, ma che può anche contribuire al benessere mentale.
La ciliegina sulla torta della canapa è l’assenza di glutine, il che la rende un’ottima alternativa per chi soffre di celiachia o di intolleranze. La sua versatilità permette di utilizzarla in diverse preparazioni, dal pane alla pasta, fino ai frullati e ai dolci.
La canapa e “Il Calice e la Stella” di Canepina
Alla luce di ciò è bene portare all’attenzione una piccola realtà della Tuscia Viterbese che si è avvicinata da tempo a questo super food, rendendogli onore in maniera eccellente.
A Canepina, un piccolo comune in provincia di Viterbo, si mantiene infatti vivo il legame con questa pianta. Il nome stesso del paese deriva dalle vaste piantagioni di canapa presenti storicamente nella zona, e che per secoli hanno alimentato l’economia locale. Anche se ad oggi l’attività agricola si è diversificata con colture di castagne, nocciole e ulivi, la canapa rimane un simbolo importante nella cultura e nella storia del luogo.
In particolare l’Agriristoro “Il Calice e la Stella” di Felice Arletti ne valorizza l’impiego in ambito gastronomico. Realtà culinaria pluripremiata, questa “osteria moderna” ha ottenuto anche la Chiocciola Slow Food, un riconoscimento per i locali che si distinguono impegnandosi con dedizione a proporre una cucina tipica, territoriale e accessibile, coerente con una filosofia legata al rispetto della sostenibilità ambientale a partire dal cibo.
I fratelli Arletti, tenendo ben presenti le radici del territorio e la tradizione, hanno pensato di riproporre, in chiave moderna, l’uso alimentare della cannabis sativa. E così, tra le righe di un menù già accattivante di per sé, si possono scorgere piatti come il tipico fieno canepinese ma nella versione con farina di canapa. Una bella sfida, che si rivela un connubio perfetto tra tradizione e innovazione.
Deliziosi anche l’uovo barzotto con chips di guanciale e la pancia di maiale cotta a bassa temperatura, realizzati con ingredienti made in Tuscia che, se uniti al senso di ospitalità che si respira, rendono questo gioiellino una tappa obbligatoria per chi è della zona (e non ovviamente!).
Per concludere, questo ritorno all’utilizzo della canapa, anche in piccole realtà come la Tuscia viterbese, non soltanto rappresenta un ottimo spunto di continuità con il passato, ma anche una prospettiva per il futuro, specialmente nell’ottica di un’agricoltura biologica e di un’alimentazione sostenibile.
Foto di copertina: Cassinam
