Dal 16 ottobre 1945 ogni anno, nello stesso giorno, si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, in ricordo della fondazione della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) che si occupa di temi legati al cibo e all’agricoltura a livello globale.
Video di Klaus Nielsen
Tutto inizia dalla Natura. Un viaggio dai nostri produttori alle nostre tavole. Ed è proprio lì che celebriamo le nostre identità culturali. Giornata Mondiale dell’Alimentazione: il Cibo è un diritto, ogni singolo giorno.
La nascita della giornata mondiale dell’alimentazione
Nel novembre 1979 la 20esima sessione della Conferenza FAO invitò i paesi membri dell’organizzazione a osservare ogni anno il 16 ottobre la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. A questa risoluzione ne seguì un’altra da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1980, che sollecitava i governi e le organizzazioni nazionali, regionali e internazionali a contribuire fattivamente alla commemorazione della Giornata, facendo il più possibile per amplificarne l’impatto.
Lo svolgimento di azioni collettive in 150 paesi è ciò che fa di questo giorno uno dei più celebrati del calendario ONU. Centinaia di eventi e attività di sensibilizzazione uniscono governi, aziende, ONG e media. Queste iniziative puntano a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi fondamentali come la lotta alla fame, la malnutrizione, il diritto universale all’alimentazione e l’accesso a una dieta sana, equilibrata e sostenibile.
Questa ricorrenza richiama l’attenzione su una delle più grandi sfide che l’umanità si trova ancora oggi, purtroppo, a dover affrontare: garantire che ogni persona abbia accesso a una quantità sufficiente di cibo nutriente e sicuro. Anche se negli ultimi decenni ci sono stati alcuni progressi nella lotta contro la fame, milioni di persone soffrono ancora di insufficienza alimentare e le sfide legate al cambiamento climatico e ai conflitti non fanno che peggiorare la situazione.
La fame e la malnutrizione nel mondo
Secondo le stime più recenti della FAO oltre 800 milioni di persone nel mondo soffrono di fame cronica. Questo significa che 1 persona su 9 nel pianeta non ha accesso a una quantità sufficiente di cibo per condurre una vita sana.
Questa situazione risulta impensabile e inaccettabile se calata nel contesto di un mondo che va sempre più veloce, all’insegna della sperimentazione e delle tecnologie all’avanguardia. Eppure è difficile debellare questa triste realtà e sono milioni i bambini e le famiglie che non sanno come sfamarsi, in Italia e nel mondo.
Accanto a questa problematica si trova poi quella della malnutrizione, che colpisce un numero ancora maggiore di persone e che include sia la mancanza di cibo sia l’impossibilità di sostenere una dieta adeguata ed equilibrata.
La malnutrizione può assumere infatti diverse forme:
- Sottoalimentazione: caratterizzata da un apporto calorico insufficiente per soddisfare i bisogni minimi quotidiani;
- Carenza di micronutrienti: alimentazione in cui non si assumono le quantità sufficienti di vitamine e minerali essenziali come ferro, iodio e vitamina A, fondamentali per lo sviluppo e il benessere psico-fisico;
- Sovrappeso e obesità: sempre più diffuse anche nei paesi a basso e medio reddito, legate all’assunzione di cibo di scarsa qualità e all’urbanizzazione, che ha portato a cambiamenti drastici nelle abitudini alimentari.
All’interno di questo quadro la malnutrizione infantile rappresenta una delle sfide più gravi: si stima che nel 2022 circa 148 milioni di bambini sotto i cinque anni siano stati affetti da crescita stentata (bassi livelli di crescita rispetto all’età). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il 50% dei casi di malnutrizione infantile siano direttamente riconducibili al consumo di acqua non pulita e alla scarsità di servizi igienici di base.
Questo fenomeno non solo compromette lo sviluppo fisico e cognitivo dei bambini, ma ne riduce drasticamente le prospettive di vita.

Il diritto all’alimentazione: una sfida globale
Il diritto all’alimentazione dovrebbe essere qualcosa di insindacabile eppure sappiamo bene, purtroppo, che non è così.
Si tratta di un diritto umano riconosciuto come fondamentale, sancito nel 1948 dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Milioni di persone in tutto il mondo, tuttavia, continuano a vedersi negato questo diritto, sia per mancanza di risorse economiche sia a causa di guerre, disastri naturali o politiche agricole inadeguate.
Nel 2022 il rapporto Global Hunger Index ha evidenziato come la fame sia in aumento in molte aree del mondo. I paesi più colpiti si trovano nell’Africa subsahariana e in Asia meridionale, dove i conflitti armati e i cambiamenti climatici hanno portato a un aumento esponenziale della crisi alimentare. Calando la situazione nella nostra quotidianità basterebbe pensare al conflitto in Ucraina o alla martoriata striscia di Gaza per immaginare realtà non tanto dissimili.
La FAO e le altre agenzie internazionali stanno lavorando per implementare strategie di sviluppo sostenibile che possano garantire l’accesso al cibo per tutti. Ne è un esempio il programma “Zero Hunger”, parte dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che mira a eliminare la fame nel mondo entro il 2030.
Le sfide sono enormi e il raggiungimento di questo obiettivo richiede un impegno a livello globale.
L’Agenda ONU 2030: gli obiettivi sull’alimentazione e la sostenibilità
Un aspetto cruciale legato alla giornata mondiale dell’alimentazione riguarda l’impegno globale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) promossi dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Adottato nel 2015 da tutti gli stati membri dell’ONU, si tratta di un piano strategico di azioni da portare a compimento entro il termine prefissato del 2030.
Gli obiettivi strategici (SDG) sono 17 e riguardano questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, il raggiungimento della parità di genere, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. Sono “obiettivi comuni” e ciò significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino.
Tra i 17 obiettivi dell’Agenda il numero 2 è specificamente rivolto alla fame zero, come accennato sopra. Questo obiettivo si prefigge di eliminare la fame nel mondo e garantire che tutte le persone, specialmente quelle più vulnerabili, abbiano accesso a una quantità sufficiente di alimenti nutrienti durante tutto l’anno. Il target non riguarda solo la quantità di cibo, ma anche la sua qualità, puntando a una dieta che sia bilanciata e che includa micronutrienti essenziali per il benessere psico-fisico.
Lo stesso obiettivo sottolinea anche l’importanza di promuovere un’agricoltura sostenibile, con la necessità di ridurre drasticamente le perdite e gli sprechi alimentari lungo la catena di produzione e di consumo, un altro dei problemi che contribuiscono all’insicurezza alimentare globale.
Per “sostenibile” si intende infatti un sistema alimentare dove il cibo viene sprecato sempre meno, in cui la filiera di approvvigionamento è resistente a crisi e shock di vario genere e, soprattutto, in cui l’impatto climatico viene attenuato il più possibile. Purtroppo le società più industrializzate del Primo mondo, dove si accumula gran parte del benessere alimentare, sono responsabili per lo spreco del 17% del cibo che consumano. In questo senso il nostro sistema alimentare non solo tende all’inefficienza e allo sperpero di migliaia di miliardi di euro, ma favorisce enormi disuguaglianze e ingiustizie a livello mondiale. Il tutto senza considerare il devastante e distruttivo impatto dello sfruttamento intensivo delle risorse alimentari che viene regolarmente operato ai danni del pianeta, rendendo il settore la causa del 33% delle emissioni globali di gas serra.
Il nostro sistema agroalimentare e la recente crisi pandemica non ha fatto che mettere in luce la necessità di un concreto e repentino cambio di rotta.
La nostra Cooperativa di produttori agricoli, la Zootecnica Viterbese dal 1975 – da oltre 50 anni – si impegna ogni giorno per ridurre gli sprechi e i consumi, producendo quanto basta al consumo per il nostro territorio. La scelta di seguire il metodo della filiera corta, chiusa e locale impegna tutti noi a rispettare il principio fondamentale della stagionalità delle produzioni agricole, del benessere degli animali che alleviamo. Tutto questo garantisce di portare sulle nostre tavole quello che coltiviamo e produciamo noi nella nostra Tuscia Viterbese. Selezioniamo solo il buono dalla nostra terra, nel rispetto del nostro principio fondamentale – che è nel nostro marchio (che è anche il titolo di questo blog) “VIVI SANO, MANGIA BENE”
Un impegno collettivo per un futuro migliore
La giornata mondiale dell’alimentazione si presenta quindi come un’opportunità per riflettere sulla tanta strada che ancora deve essere percorsa per garantire il diritto all’alimentazione a livello globale. È una sfida che coinvolge tutti: dai governi alle organizzazioni internazionali, fino ai cittadini stessi, che possono fare la differenza con scelte alimentari consapevoli e sostenibili.
Combattere la fame e la malnutrizione richiede uno sforzo collettivo e un cambiamento di paradigma verso un mondo in cui il cibo sia accessibile a tutti, in modo equo e sostenibile. Solo così potremo aspirare a un futuro migliore dove ogni individuo, indipendentemente da dove vive, avrà la possibilità di condurre una vita sana e dignitosa.
ALCUNI SPUNTI PER LA GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE
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