Gli insospettabili “rifiuti invisibili” della nostra igiene e bellezza
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Un flacone di shampoo, una crema solare, uno scrub, uno spazzolino, una confezione di salviette. Li utilizziamo, li gettiamo e spesso la storia finisce lì. In realtà, per molti di questi prodotti il viaggio è appena iniziato. Una parte dell’impatto ambientale della nostra routine quotidiana di igiene e bellezza rimane infatti fuori dal nostro campo visivo: è fatta di imballaggi, materiali difficili da riciclare, sostanze che finiscono negli scarichi e particelle di plastica così piccole da non essere percepite a occhio nudo. È questo il paradosso dei “rifiuti invisibili”: prodotti pensati per farci sentire più puliti, curati e protetti possono avere un costo ambientale che non vediamo immediatamente; e in estate tra creme solari, prodotti doposole, shampoo e piccoli campioncini da viaggio, il problema può diventare ancora più evidente.
Giornata mondiale per la preservazione dello strato di ozono
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Lo strato di ozono è una di quelle parti dell’atmosfera a cui pensiamo raramente, anche se svolge una funzione essenziale per la vita sulla Terra. La sua capacità di assorbire gran parte delle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole protegge persone, animali, piante e interi ecosistemi. Per questo, quando negli anni Ottanta si scoprì che alcune sostanze utilizzate dall’uomo stavano provocandone un forte assottigliamento, il problema assunse rapidamente una dimensione internazionale. Il 16 settembre si celebra la Giornata mondiale per la preservazione dello strato di ozono, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1994 per ricordare la firma, avvenuta nel 1987, del Protocollo di Montréal sulle sostanze che danneggiano l’ozono. L’edizione 2026 ha come tema “Global action for a cooler planet” e ricorda i dieci anni dell’Emendamento di Kigali.
La spesa di settembre: cosa mettere nel carrello tra estate e autunno
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Basta dare un’occhiata al banco della frutta per capire che qualcosa sta cambiando. Le pesche sono ancora lì ma accanto compaiono uva, fichi, pere e le prime mele; tra le verdure resistono pomodori, zucchine, melanzane e peperoni, mentre iniziano ad affacciarsi ingredienti che ci accompagneranno nei mesi più freschi. La spesa di settembre è una sorta di fotografia commestibile del passaggio dall’estate all’autunno. È anche uno dei momenti più interessanti per fare la spesa seguendo la stagione, senza trasformare la scelta degli alimenti in una regola rigida. I calendari della frutta e della verdura, infatti, sono indicativi: è proprio il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) a sottolineare che il periodo di maturazione dei prodotti può cambiare in base alla varietà, al territorio e alle condizioni climatiche.
L’illusione delle App: quando la tecnologia del benessere inquina e stressa
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Settembre è il mese dei nuovi inizi. Si torna alla routine, si riorganizzano le giornate e spesso si decide di rimettersi in forma; e così lo smartphone si riempie rapidamente di nuove applicazioni: quella che conta i passi, quella che registra le ore di sonno, quella che calcola le calorie, quella che ricorda di bere e magari anche quella che misura gli allenamenti. L’intenzione è positiva: prendersi più cura di sé. Il rischio è però trasformare il benessere in una successione infinita di numeri da controllare. Quando il monitoraggio diventa continuo può accadere qualcosa di paradossale: uno strumento nato per farci stare meglio finisce per aggiungere un’altra fonte di pressione alle nostre giornate.
La Pagnottella di Santa Rosa: il dolce dimenticato che torna a raccontare Viterbo
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Ci sono sapori che appartengono alla memoria di un territorio. Ricette semplici, nate dalla tradizione popolare, che per anni hanno accompagnato feste, ricorrenze e momenti di condivisione, per poi rischiare di scomparire. È il caso della Pagnottella di Santa Rosa, un antico dolce della tradizione viterbese che oggi torna a essere protagonista, riproposto nel rispetto delle sue caratteristiche originarie.
La “sindrome da rientro” di settembre
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Settembre non cambia la nostra vita da un giorno all’altro ma ci fa tornare alla routine e questo basta perché il corpo se ne accorga immediatamente. Le vacanze finiscono, le sveglie tornano a suonare presto, gli impegni aumentano e quelle giornate trascorse senza orari lasciano spazio a ritmi molto più organizzati. Si parla spesso di “sindrome da rientro”, anche se non si tratta di una vera diagnosi medica ma piuttosto un’espressione utilizzata per descrivere il disagio legato alla ripresa della quotidianità dopo una pausa. È in questo passaggio che possono comparire stanchezza, difficoltà di concentrazione e irritabilità. C’è poi un aspetto interessante: il modo in cui viviamo questo cambiamento può riflettersi anche sull’apparato digerente.
