Nel cuore dell’Alta Tuscia viterbese, a pochi chilometri dal Lago di Bolsena, sorge Farnese, un piccolo borgo medievale immerso in un territorio dove storia e natura convivono da secoli. Adagiato su uno sperone di tufo e circondato dalla Riserva Naturale Selva del Lamone, è una meta ideale per chi desidera allontanarsi dai percorsi più battuti e scoprire una Tuscia fatta di boschi incontaminati, tradizioni contadine e sapori genuini. Il suo nome richiama inevitabilmente una delle famiglie più potenti del Rinascimento italiano, ma questo borgo custodisce anche un patrimonio naturalistico e archeologico di straordinario valore, capace di sorprendere ogni visitatore.
Le origini
Il territorio era già abitato nel Paleolitico e durante l’Età del Bronzo. Il borgo medievale iniziò a svilupparsi tra l’XI e il XII secolo e compare per la prima volta in un documento ufficiale del 1210. Il nome deriva probabilmente da farneto, ossia il bosco di farnie che ricopriva gran parte del territorio. Nel 1500 i Farnese divennero signori del borgo e il paese conobbe un periodo di grande prosperità, diventando uno dei centri del Ducato di Castro. Ancora oggi passeggiare tra le vie del centro significa ritrovare le tracce di quel passato prestigioso tra edifici nobiliari, chiese e antiche mura che raccontano secoli di storia. Dopo la caduta del Ducato, Farnese passò nelle mani di varie famiglie, tra cui quella Chigi, e nell’Ottocento divenne uno dei luoghi simbolo del brigantaggio, favorito dalla fitta Selva del Lamone, rifugio di briganti come il celebre Domenico Tiburzi.
FARNESE, DOVE LA TUSCIA SI RACCONTA
Tra boschi, storia e sapori autentici, un borgo da scoprire lentamente.

Cosa vedere
Il centro storico è raccolto e piacevole da esplorare a piedi. I vicoli in pietra, gli archi e le abitazioni costruite nel tipico tufo della Tuscia conservano un’atmosfera autentica, lontana dal turismo di massa.

Il complesso del monastero delle Clarisse e la chiesa di Santa Maria delle Grazie è una delle Dimore Storiche nel Lazio e comprende anche un orto-giardino di circa 5000 mq, le celle delle Clarisse e la foresteria. Poco distante si trova la Parrocchia del Santissimo Salvatore, edificata nel XV secolo, e custode di numerose opere d’arte tra cui dipinti di Anton Maria Panico e di Orazio Gentileschi. Tra i palazzi storici, spiccano il Palazzo Chigi del XVIII secolo, oggi sede del Municipio, e il Palazzo Platonio, l’ex residenza degli amministratori dei Farnese. Passeggiando tra le vie del borgo si incontrano inoltre gli antichi “pozzi a butto”, particolari cavità scavate nel tufo utilizzate nei secoli passati come depositi e discariche, oggi preziose fonti archeologiche. Uno dei motivi principali per visitare Farnese è sicuramente anche la vicinissima Riserva Naturale Selva del Lamone, uno dei boschi più affascinanti del Lazio. I suoi oltre duemila ettari custodiscono un paesaggio unico, nato da antiche colate laviche e caratterizzato da querce secolari, rocce vulcaniche, canyon naturali, cascate e sentieri immersi nel silenzio.

Gli appassionati di cinema troveranno inoltre un motivo in più per visitare il borgo. Farnese è infatti conosciuto come il “Borgo di Pinocchio”: nel 1972 Luigi Comencini scelse proprio queste vie per girare numerose scene del celebre sceneggiato televisivo “Le avventure di Pinocchio”. Nelle cinque puntate si cimentarono sulla scena Andrea Balestri e Nino Manfredi, nei panni di Pinocchio e Geppetto. E ancora, Gina Lollobrigida, la Fata Turchina, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, ovvero il Gatto e la Volpe, e Vittorio De Sica come giudice. Ancora oggi un itinerario dedicato permette di riconoscere i luoghi del set attraverso pannelli e installazioni che ricordano una delle produzioni televisive più amate della storia italiana.
I prodotti tipici
L’olio extravergine di oliva rappresenta uno dei prodotti simbolo del territorio, ottenuto da oliveti che costeggiano le colline dell’Alta Tuscia. Accanto all’olio trovano poi spazio i vini prodotti nelle campagne circostanti, miele biologico, legumi e ortaggi coltivati secondo pratiche agricole tramandate da generazioni. Accanto a queste produzioni non mancano piccole aziende agricole e apicoltori che mantengono viva una filiera fatta di qualità e rispetto per il territorio.

Cosa mangiare
La cucina di Farnese rispecchia perfettamente la tradizione dell’Alta Tuscia: semplice, genuina e profondamente legata ai prodotti stagionali. Le trattorie del borgo propongono pasta fresca fatta a mano con sughi di cinghiale, lepre o funghi raccolti nei boschi circostanti. Le carni di cacciagione occupano un posto importante nella gastronomia locale, insieme al coniglio, alle zuppe di legumi e alle fave, protagoniste di numerose ricette contadine. L’olio extravergine locale accompagna bruschette, verdure e piatti della tradizione, mentre salumi e formaggi raccontano il forte legame del territorio con l’allevamento. Per concludere il pasto non possono mancare i dolci casalinghi preparati secondo antiche ricette, accompagnati dai vini prodotti nelle campagne dell’Alta Tuscia.

Da non perdere
Tra le tante feste a Farnese da non perdere è Farnesiam Mensam “alla Tavola dei Farnese” a fine giugno, un percorso enogastronomico nelle vie del centro storico con degustazione e vendita di prodotti tipici esposti dalle aziende agricole dell’antico Ducato di Castro e Ducato di Latera. C’è poi la Festa del Cacciatore, nei primi giorni di agosto, che propone degustazioni di cucina tipica locale e piatti di cacciagione. E ancora, la Festa della Birra a luglio, con degustazioni di birre artigianali, Farnese Street Food Festival a metà luglio, con cibo di strada, musica e spettacoli. A metà agosto si svolge la Festa dell’Assunta, la festa popolare con cortei storici, musica e le Sagre dell’Acquacotta e delle Fettuccine all’Uovo, in attesa del Premio Letterario “Farnia d’oro” a fine di agosto.
Tra il fascino del borgo medievale, i sentieri della Selva del Lamone, la storia dei Farnese e una cucina che valorizza i sapori della terra, questo borgo offre un’esperienza autentica e diversa dal solito. Un motivo in più per aggiungere questa tappa al proprio viaggio alla scoperta della Tuscia, lasciandosi sorprendere da un territorio che ha ancora molto da raccontare.
Il nostro territorio
La Tuscia Viterbese, un territorio tra il mare tirreno e i monti cimini, prettamente a vocazione agricola
Le foto di questo articolo sono di Maurizio Di Giovancarlo, Tuscia Fotografia
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