Nascosta tra i calanchi argillosi dell’alto Lazio, in bilico tra cielo e terra, Civita di Bagnoregio sembra uscita da una cartolina. Un borgo sospeso (in tutti i sensi!), capace di incantare al primo sguardo e lasciare il visitatore con la sensazione di aver varcato una soglia invisibile tra il reale e il magico.
Nel cuore pulsante della Tuscia viterbese, tra le dolci colline che segnano il confine tra Lazio e Toscana sorge Vetralla, un borgo che affonda le sue radici in un passato ricco di storia e tradizioni. Questa piccola perla, circondata da un paesaggio naturale incontaminato e intrisa di cultura, offre ai visitatori un viaggio che abbraccia il fascino dell’antichità, la bellezza della natura e i sapori autentici del Lazio.
Le proteine sono come i mattoncini LEGO del nostro corpo: costruiscono, riparano e mantengono strutture fondamentali per il nostro benessere. Sono nutrienti essenziali, eppure non tutti sanno quanto siano vitali per il funzionamento quotidiano e per il mantenimento di una dieta equilibrata. Ma cosa sono esattamente le proteine e come possiamo integrarle correttamente nella nostra alimentazione sfatando alcuni miti sulla loro assunzione? Scopriamolo insieme.
Che si tratti di una zucca intagliata per Halloween o di una vellutata fumante servita in una fresca serata autunnale, questo ortaggio versatile incarna senza dubbio lo spirito della stagione. Con i suoi colori e il suo sapore unico è perfetto per creare piatti che ci riscaldano in questo periodo di transizione verso l’inverno.
Se è vero che insieme a pizza e mandolino la pasta rappresenta uno degli stereotipi da sempre associati agli italiani, è corretto anche dire che si tratta di uno dei prodotti più importanti non soltanto della cucina italiana, ma di quella mondiale in generale.
La Zootecnica Viterbese, Cooperativa di produttori agricoli dal 1974, il Dipartimento di scienze agrarie e forestali dell'Università della Tuscia, la Regione Lazio - Lazio Europa, presentano 2 seminari tematici.
Negli ultimi anni la consapevolezza sull’impatto ambientale delle nostre abitudini alimentari è cresciuta esponenzialmente. Tra i diversi approcci per ridurre lo spreco alimentare la cosiddetta “cucina circolare” sta diventando una delle soluzioni più innovative e sostenibili. Questa pratica si basa sull'idea di massimizzare l'uso degli ingredienti, trasformando scarti e avanzi in nuovi piatti gustosi, riducendo lo spreco e rendendo così la cucina più sostenibile.
Scopriamo insieme come funziona la cucina circolare e alcune idee di ricette per mettere in pratica questo approccio.
La canapa, pianta versatile e ricca di storia, sta attualmente vivendo una rinascita nel panorama alimentare, con realtà degne di nota anche nella Tuscia. Negli ultimi anni il suo potenziale come superfood è stato riscoperto, attirando l'attenzione di chef, nutrizionisti e appassionati di cucina sana.
Vengono definiti “superfood” i cibi aventi capacità benefiche per la salute, imputabili alle loro caratteristiche nutrizionali o alla concentrazione chimica complessiva.
Grazie al crescente interesse per la sostenibilità e le tradizioni culinarie, infatti, la canapa sta piano piano riemergendo come ingrediente prezioso e benefico.
L'autunno nella Tuscia è un periodo magico, non solo per i borghi incantevoli che si tingono di colori caldi, ma anche per le numerose sagre che celebrano i prodotti tipici di questa terra. In questa stagione ogni evento può trasformarsi in un’occasione utile per scoprire le eccellenze gastronomiche locali.
Il 2 ottobre, ogni anno, si celebra una giornata speciale: la festa dei nonni. Questa data, che non a caso coincide con la giornata degli Angeli Custodi nel calendario liturgico cattolico, non è solo un’occasione per regalare un abbraccio o fare una telefonata ai nostri cari, è anche un momento per ricordare che i nonni sono custodi di un patrimonio immateriale inestimabile, fatto di tradizioni, di storie e, soprattutto, di ricette in grado di attraversare le generazioni.
Nel cuore della Tuscia Viterbese estremo nord della regione, tra le colline e i terreni argillosi in prossimità di Acquapendente, sorge il caratteristico paese di Proceno “la porta del Lazio”, un piccolo borgo famoso per un vero e proprio tesoro gastronomico: l'aglio rosso. Da queste parti l’aglio non è solo un ingrediente con cui dare sapore ai nostri sughi o da schiacciare crudo sul pane bruscato, ma un vero e proprio simbolo di una tradizione che risale ai tempi degli Etruschi. In questo articolo scopriremo la storia, le caratteristiche, l'uso in cucina e alcune curiosità su questo prodotto pregiato.
In una giornata di sole, che irradia luce e calore su sterminati prati colorati di papaveri, la nostra auto avanza lentamente sulla strada sterrata che porta all'Azienda Agricola Pacifici: 140 ettari di terreni, ben curati e coltivati, che si snodano sul crocevia dei tre comuni di Viterbo, Bomarzo e Vitorchiano. Ad attenderci, Mauro Pacifici, imprenditore e allevatore di terza generazione, che ha rilevato la storica azienda ovina e bovina di famiglia, per farne ancora di più, ampliando gli investimenti anche su un allevamento avicolo, super tecnologico e avveniristico. Innovazione, sostenibilità e domotica, per un'azienda agricola all'avanguardia, considerata tra le migliori eccellenze della Tuscia.
L'acqua è un costituente essenziale del corpo umano perché tutte le reazioni chimiche vitali avvengono in presenza di acqua. Con l'arrivo delle alte temperature estive diventa ancora più cruciale prestare attenzione ad una buona idratazione; parte essenziale per mantenere la salute e il benessere fisico. Ma cosa comporta l'idratazione e perché è così vitale?
Oltre alla carne freschissima, la Zootecnica Viterbese offre una vasta gamma di preparati pronti da cuocere, ideali per chi desidera portare in tavola piatti gustosi senza dover passare troppo tempo in cucina. Tra questi spiccano le polpette, gli involtini, gli hamburger e tanti altri prodotti preparati artigianalmente con carne di altissima qualità.
Nel cuore della campagna della Tuscia Viterbese, tra prati sterminati che si dissolvono nell'orizzonte del cielo azzurro, si estende l'Azienda Agricola Batinelli, eccellenza nel mondo dell'allevamento bovino, con una lunga storia di dedizione familiare che inizia nel 1978 e attraversa quattro generazioni. Ad accogliere la nostra visita in azienda, in una assolata mattina di marzo, è Giusy Batinelli, giovane allevatrice di 23 anni, cresciuta nell'ambiente e nello spirito dell'attività di famiglia, di cui si fa ora naturale portavoce.
La lavorazione artigianale - seguendo l'originale ricetta di Bibbiano - sottolinea l'attenzione per i dettagli: ogni hamburger è modellato a mano con cura, garantendo consistenza e succulenza. La scelta di condimenti freschissimi e ingredienti di qualità superiore aggiunge ulteriore valore al piatto, creando una combinazione di sapori e consistenze che delizierà ogni palato.
Vittorio è consapevole che oggigiorno è sempre più difficile dedicare tempo a lunghe preparazioni in cucina, e i suoi preparati sono nati proprio per offrire a tutti buonissimi piatti con poco impegno. L’arista di maiale Zootecnica Viterbese farcita alla cicoria è un piatto non semplice da preparare.
Un flacone di shampoo, una crema solare, uno scrub, uno spazzolino, una confezione di salviette. Li utilizziamo, li gettiamo e spesso la storia finisce lì. In realtà, per molti di questi prodotti il viaggio è appena iniziato. Una parte dell'impatto ambientale della nostra routine quotidiana di igiene e bellezza rimane infatti fuori dal nostro campo visivo: è fatta di imballaggi, materiali difficili da riciclare, sostanze che finiscono negli scarichi e particelle di plastica così piccole da non essere percepite a occhio nudo. È questo il paradosso dei “rifiuti invisibili”: prodotti pensati per farci sentire più puliti, curati e protetti possono avere un costo ambientale che non vediamo immediatamente; e in estate tra creme solari, prodotti doposole, shampoo e piccoli campioncini da viaggio, il problema può diventare ancora più evidente.
Lo strato di ozono è una di quelle parti dell'atmosfera a cui pensiamo raramente, anche se svolge una funzione essenziale per la vita sulla Terra. La sua capacità di assorbire gran parte delle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole protegge persone, animali, piante e interi ecosistemi. Per questo, quando negli anni Ottanta si scoprì che alcune sostanze utilizzate dall'uomo stavano provocandone un forte assottigliamento, il problema assunse rapidamente una dimensione internazionale. Il 16 settembre si celebra la Giornata mondiale per la preservazione dello strato di ozono, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1994 per ricordare la firma, avvenuta nel 1987, del Protocollo di Montréal sulle sostanze che danneggiano l'ozono. L'edizione 2026 ha come tema “Global action for a cooler planet” e ricorda i dieci anni dell'Emendamento di Kigali.
Basta dare un'occhiata al banco della frutta per capire che qualcosa sta cambiando. Le pesche sono ancora lì ma accanto compaiono uva, fichi, pere e le prime mele; tra le verdure resistono pomodori, zucchine, melanzane e peperoni, mentre iniziano ad affacciarsi ingredienti che ci accompagneranno nei mesi più freschi. La spesa di settembre è una sorta di fotografia commestibile del passaggio dall'estate all'autunno. È anche uno dei momenti più interessanti per fare la spesa seguendo la stagione, senza trasformare la scelta degli alimenti in una regola rigida. I calendari della frutta e della verdura, infatti, sono indicativi: è proprio il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) a sottolineare che il periodo di maturazione dei prodotti può cambiare in base alla varietà, al territorio e alle condizioni climatiche.
Settembre è il mese dei nuovi inizi. Si torna alla routine, si riorganizzano le giornate e spesso si decide di rimettersi in forma; e così lo smartphone si riempie rapidamente di nuove applicazioni: quella che conta i passi, quella che registra le ore di sonno, quella che calcola le calorie, quella che ricorda di bere e magari anche quella che misura gli allenamenti. L'intenzione è positiva: prendersi più cura di sé. Il rischio è però trasformare il benessere in una successione infinita di numeri da controllare. Quando il monitoraggio diventa continuo può accadere qualcosa di paradossale: uno strumento nato per farci stare meglio finisce per aggiungere un'altra fonte di pressione alle nostre giornate.
Ci sono sapori che appartengono alla memoria di un territorio. Ricette semplici, nate dalla tradizione popolare, che per anni hanno accompagnato feste, ricorrenze e momenti di condivisione, per poi rischiare di scomparire. È il caso della Pagnottella di Santa Rosa, un antico dolce della tradizione viterbese che oggi torna a essere protagonista, riproposto nel rispetto delle sue caratteristiche originarie.
Settembre non cambia la nostra vita da un giorno all'altro ma ci fa tornare alla routine e questo basta perché il corpo se ne accorga immediatamente. Le vacanze finiscono, le sveglie tornano a suonare presto, gli impegni aumentano e quelle giornate trascorse senza orari lasciano spazio a ritmi molto più organizzati. Si parla spesso di “sindrome da rientro”, anche se non si tratta di una vera diagnosi medica ma piuttosto un'espressione utilizzata per descrivere il disagio legato alla ripresa della quotidianità dopo una pausa. È in questo passaggio che possono comparire stanchezza, difficoltà di concentrazione e irritabilità. C’è poi un aspetto interessante: il modo in cui viviamo questo cambiamento può riflettersi anche sull'apparato digerente.
C'è un gesto che oggi è diventato sorprendentemente raro: fermarsi. Non per controllare il telefono, rispondere a un messaggio o organizzare la giornata, ma semplicemente per respirare e portare l'attenzione su ciò che sta accadendo in quel momento. È proprio da questa semplicità che nasce la meditazione. Non serve svuotare completamente la mente, isolarsi dal mondo o dedicare ore alla pratica; meditare significa allenare l'attenzione, imparare a osservare pensieri, emozioni e sensazioni senza lasciarsi trascinare continuamente da ciò che accade dentro e fuori di noi. Negli ultimi decenni la meditazione è uscita dai contesti esclusivamente spirituali ed è diventata oggetto di numerose ricerche scientifiche. Oggi viene utilizzata anche in ambito sanitario come supporto nella gestione dello stress, dell'ansia e di alcuni disturbi del sonno, sempre come complemento e non come sostituto delle cure mediche quando necessarie.
Alcuni ingredienti entrano nei piatti quasi in punta di piedi e riescono, con poche foglie, a cambiarne completamente il carattere. Le erbe aromatiche hanno questo straordinario potere: non riempiono il piatto, ma lo trasformano. Un rametto di rosmarino rende più intenso il profumo delle patate al forno, qualche foglia di basilico basta a evocare immediatamente l'estate, mentre la menta è capace di regalare una sensazione di freschezza anche nelle giornate più afose. Non è un caso che proprio nei mesi estivi siano protagoniste della cucina mediterranea. Crescono rigogliose negli orti, sui balconi e nei giardini, sprigionano il massimo del loro aroma e accompagnano alcuni dei piatti più semplici e amati della stagione. Dietro queste piccole foglie, però, si nascondono anche storie antiche, tradizioni popolari e curiosità che attraversano secoli e continenti.
L'estate ha tanti sapori, ma uno su tutti riesce a mettere d'accordo grandi e piccoli: il gelato. C'è chi non rinuncia alla classica coppetta, chi preferisce il cono e chi ama sperimentare gusti sempre nuovi. Negli ultimi anni l'offerta si è moltiplicata: gelaterie artigianali, laboratori, gusti gourmet, ingredienti biologici e ricette sempre più ricercate. Ma davanti a una vetrina ricca di colori e profumi sorge spontanea una domanda: come si riconosce davvero un gelato di qualità? La risposta non è così semplice come si potrebbe pensare. Non basta leggere l'insegna "artigianale", perché questa parola, da sola, non racconta tutto il lavoro che c'è dietro a un buon gelato. A fare la differenza sono soprattutto gli ingredienti, l'equilibrio della ricetta e la cura nella preparazione.
Nel cuore dell'Alta Tuscia viterbese, a pochi chilometri dal Lago di Bolsena, sorge Farnese, un piccolo borgo medievale immerso in un territorio dove storia e natura convivono da secoli. Adagiato su uno sperone di tufo e circondato dalla Riserva Naturale Selva del Lamone, è una meta ideale per chi desidera allontanarsi dai percorsi più battuti e scoprire una Tuscia fatta di boschi incontaminati, tradizioni contadine e sapori genuini. Il suo nome richiama inevitabilmente una delle famiglie più potenti del Rinascimento italiano, ma questo borgo custodisce anche un patrimonio naturalistico e archeologico di straordinario valore, capace di sorprendere ogni visitatore.